La Mia Scopata Torrida nel Lounge dell’Hotel a Milano

Ero a Milano per un viaggio di lavoro, quel caldo umido d’estate che ti appiccica la camicetta alla pelle. Check-in all’hotel vicino all’aeroporto, aria condizionata che ti gela le ossa nel lobby. Mi siedo nel lounge VIP, cuoio dei divani che scricchiola sotto il mio culo, apro il laptop per finire una presentazione. Puf, errore stupido: ‘Index out of bounds’. Sbatto la mano sul tavolo, cazzo, domani la devo consegnare.

La sala è quasi vuota, solo il ronzio dei motori lontani degli aerei. Dietro di me, una voce profonda: ‘Vuoi un aiuto?’. Mi giro e lui è lì, atletico, sui 30, capelli neri scompigliati, occhi nerissimi che ti bucano. Camicia aperta sul petto muscoloso, profumo di colonia leggera e sudore maschile. Lavora lì come tecnico IT, dice. ‘Certo, grazie’, balbetto, sentendo già un calore tra le cosce.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Si siede vicino, le sue mani sfiorano le mie sul mouse, scintille elettriche. Spiega paziente, corregge il codice, il suo respiro caldo sul mio collo. ‘Brava, ora funziona’, sorride con denti bianchi. Le sue dita indugiano sulla tastiera, io arrossisco. ‘È tardi, offri un caffè in camera? Sono al piano di sopra’, gli dico, audace, lontana da casa, nessuno mi giudica qui.

‘Perfetto’, risponde con un ghigno malizioso. Saliamo, ascensore silenzioso, il suo braccio sfiora il mio. Entriamo nella mia stanza, aria gelida della clim, lenzuola fresche. Chiudo la porta, lui mi guarda, approssima la mano al mio viso. ‘Sei bellissima’, mormora, e le sue labbra sulle mie, morbide prima, poi fame pura. Lingue che si intrecciano, sapore di caffè e desiderio.

Le sue mani sotto la gonna, palpano le mie tette sode attraverso il reggiseno. ‘Cazzo, quanto sei bagnata già’, dice slacciandomi la camicetta. Io gli slaccio i pantaloni, il suo cazzo duro salta fuori, grosso, venoso, odore muschiato che mi fa impazzire. Lo prendo in mano, lo lecco dal basso, sapore salato di pelle sudata. ‘Mmm, sì, succhialo tutto’, geme tenendomi i capelli.

Mi spinge sul letto, divarica le mie cosce, la sua lingua sulla fica rasata, lecca il clitoride gonfio, infila due dita dentro, mi fa gemere forte. ‘Ti scopo ora’, ringhia tirando fuori un preservativo dal portafoglio. Me lo srotola sul cazzo lucido di saliva, mi gira a pecorina. Sento la cappella premere sull’imbocco bagnato, spinge, entro tutta la sua verga calda e dura. ‘Ahhh, sì, scopami forte!’. Pompa ritmico, palle che sbattono sul mio culo, sudore che cola, gusto salato sulla pelle.

La Passione Esplosiva nella Mia Camera

Mi ribalta, gambe sulle sue spalle, mi penetra profondo, i nostri occhi fissi. Le sue mani torcono i capezzoli duri, io mi tocco la fica mentre lui mi riempie. ‘Vengo, cazzo!’, urlo, orgasmo che mi squassa, la fica che pulsa intorno al suo cazzo. Lui accelera, ‘Prenditi la mia sborra!’, grida venendo nel preservativo, corpo che trema.

Non basta. Mi lecca la fica ancora fradicia, infila un dito nel culo stretto, mi fa eccitare di nuovo. ‘Ora ti apro il culo’, dice lubrificandosi. Dolore iniziale, poi piacere puro mentre mi scopa il fondoschiena piano, poi forte. Io mi masturbo, vengo di nuovo urlando. Lui esplode la seconda volta, sborra calda che sgorga.

Ci accarezziamo sudati, cuori che battono. ‘Devo prendere il volo’, dice dopo un po’, vestendosi veloce. Bacio appassionato sulla porta, ‘È stato incredibile, anonimo e perfetto’. Se ne va, io resto lì, fica dolorante e felice, sapore di lui in bocca.

Il giorno dopo, al gate per il mio volo a Roma, ripenso a quella notte. L’anonimato totale, la libertà di Milano lontana da casa. Nessuno sa, solo io e quel brivido che ancora mi bagna le mutande. Che viaggio, cazzo.

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