L’Incontro Torrido nel Lounge dell’Aeroporto
Ero in viaggio d’affari a Bruxelles, stanca morta dopo una settimana di riunioni. Ultimo volo per Roma, Fiumicino. Entro nel lounge VIP, aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sotto il vestito leggero. Odore di cuoio dei divani, rumori ovattati dei motori lontani. Mi siedo con un prosecco in mano, gambe accavallate, e lui… lui è lì, dall’altra parte, un francese alto, occhi scuri, camicia sbottonata che lascia intravedere il petto abbronzato.
I nostri sguardi si incrociano. Sorrido, lui ricambia. Si alza, viene da me. ‘Posso?’. Voce profonda, accento sexy. Ci presentiamo: io Sofia, lui Pierre. Parliamo di tutto, del caldo italiano che ci aspetta, della libertà di essere anonimi qui. Le sue mani sfiorano il mio braccio, casuale, ma sento la scarica. Il cuore batte forte, la fica già si bagna. ‘Hai fretta?’, mi chiede. ‘Il volo tra un’ora’, dico io, mordendomi il labbro. La tensione sale, le sue dita ora sul mio ginocchio, sotto la gonna. ‘Andiamo da qualche parte?’, sussurra. Annuisco, eccitata dall’ignoto, da questa urgenza.
La Scintilla nel Lounge VIP
Ci infiliamo in una saletta privata del lounge, riservata ai VIP. Porta che si chiude con un clic. Lo spingo contro il muro, lo bacio famelica. Lingue che si intrecciano, sapore di whisky sulla sua bocca. Le sue mani mi slacciano il reggiseno, tits libere, capezzoli duri come sassi. ‘Sei una troia italiana?’, ride lui. ‘Solo per te, straniero’. Gli abbasso i pantaloni, cazzo enorme, venoso, già duro come ferro. Lo prendo in bocca, succhio forte, lingua che gira sulla cappella, saliva che cola. Geme, ‘Cazzo, che bocca…’. Lo deepthrodo, gola piena, lui mi afferra i capelli.
L’Esplosione di Piacere e l’Addio Frettoloso
Mi alzo, mi giro, gonna alzata, mutande da parte. ‘Scopami ora, Pierre, forte’. Entra di colpo, fica stretta che lo avvolge, bagnata fradicia. Spinge come un animale, pacche sul culo, ‘Prendilo tutto, puttana’. Io gemo, ‘Sì, così, rompi la mia fica’. Sudore che cola, sapore di sale sulla pelle, clim che rimbomba. Mi gira, gambe spalancate sul divano di cuoio, mi lecca la fica, lingua dentro, succhia il clito. ‘Vieni per me’, ordina. Esplodo, squirto in bocca sua, trema tutta. Poi mi fotte missionario, cazzo che sbatte profondo, palle che schiaffeggiano. ‘Ti riempio’, ansima. Sborra caldo dentro, pieno, cola fuori.
Rimaniamo ansimanti, corpi appiccicati. ‘Devo andare’, dico, sistemandomi. Un bacio veloce, numeri non scambiati. Esco, gambe molli, gate affollato. Sul volo, seduto al finestrino, rivivo tutto: il suo odore muschiato, il bruciore nella fica, il rumore dei motori che ora mi eccita. Nessun nome vero, nessun rimpianto. Lontano da casa, libera, nessuno mi giudica. Solo piacere puro, anonymat totale. Chissà se lo rivedrò mai. Intanto, sorrido, mano tra le cosce, già vogliosa di un’altra avventura.