La Mia Avventura Erotica nel Lounge dell’Aeroporto

Ero in viaggio d’affari per Milano, all’aeroporto di Fiumicino. Fuori, il sole romano picchiava forte, 35 gradi, sudore che colava tra le tette. Dentro il lounge VIP, aria gelida della clim, brividi sulla pelle. Mi siedo su un divano in cuoio nero, appiccicoso contro le cosce nude sotto la gonna leggera. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.

Lo vedo lì, un uomo sui 48 anni, abbronzato, corpo atletico da nuotatore. Non un modello, ma sexy, con quel bourrelet sui fianchi che lo rende vero. Polo attillato, short di jeans corti. Mi sorride, occhi che scivolano sulle mie gambe. ‘Bella giornata per volare, eh?’ dice con accento del nord, voce profonda. Io rido, ‘Meglio qui dentro, col cuoio che sa di lusso e sudore.’ Parliamo, lui Dominique, francese in trasferta. Io Carolina, italiana aperta al mondo. Il cane? No, qui è il suo fascino da viaggiatore.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

La tensione sale piano. Le nostre ginocchia si sfiorano, il suo profumo misto a cuoio. ‘Sembri una che non ha paura di niente,’ mi dice, mano che sfiora il mio braccio. Io arrossisco, capezzoli che si induriscono sotto il top sottile, senza reggiseno. ‘Lontano da casa, nessuno giudica,’ sussurro. Lui annuisce, erezione che spinge nei pantaloni. ‘Ho una camera all’hotel dell’aeroporto, scalo di due ore. Vieni?’ Il cuore mi batte forte, fica già umida. ‘Sì, cazzo, andiamo.’

Ci alziamo, urgenza nel passo. Ascensore, mani che si cercano. Entriamo in camera, clim ronzante, odore di lenzuola fresche. Mi spinge contro il muro, bacio vorace, lingue che si intrecciano, saliva dolce. ‘Sei una troia italiana perfetta,’ geme. Gli tiro giù i pantaloncini, string di pizzo che libera il suo cazzo duro, venoso, grosso. Lo prendo in bocca, sapore salato di pelle sudata, lo succhio piano, lingua sul frettolo, palle pesanti che accarezzo. ‘Porca puttana, che bocca,’ ansima, mani nei miei capelli.

La Passione Esplosiva e l’Addio Torride

Mi strappa il top, tette libere, areole scure, capezzoli duri come sassi. Li lecca, morde, io gemo forte. ‘Scopami, presto, il volo!’ Mi sdraio sul letto, gonna alzata, mutandine bagnate. Me le strappa, dita nella fica fradicia, clitoride gonfio. ‘Sei una fontana, troia.’ Due dita dentro, poi tre, mi fa squirtare un po’, liquido caldo sulle lenzuola. Il cazzo preme all’ingresso, scivola dentro piano, riempie tutto. ‘Cazzo, che stretta!’ Pompa forte, palle che sbattono sul mio culo, io urlo ‘Più forte, spaciami!’

Lo cavalco, tette che ballano, unghie sulla sua schiena. Lui mi gira, a pecorina, mano sulla catena alla vita, mi incula il ritmo. Sudore che cola, sapore di sale sulla pelle, gemiti che riempiono la stanza. ‘Vengo, riempimi la fica!’ grido. Lui accelera, ‘Prenditi la sborra, puttana!’ Sborra calda, fiotti dentro, contrazioni che ci scuotono. Crollo su di lui, baci lenti, cazzo ancora mezzo duro nella mia fica colma.

Doccia veloce, acqua bollente che lava il peccato. ‘Numero?’ No, anonimo. Torno al gate, gambe molli, fica che pulsa, profumo di sesso sotto la gonna. Aereo decolla, motori ruggiscono, io sorrido al finestrino. Lontano da casa, tutto permesso. Che viaggio.

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