La Mia Scopata Selvaggia nel Lounge di un Hotel a Napoli
Mi chiamo Elena, 36 anni, italiana doc, alta 1,80 per 68 kg, mora con occhi nocciola e zigomi alti. Divorziata da poco, lavoro nei network digitali, sempre in giro per affari. Ero a Napoli per un meeting, hotel sul lungomare, caldo afoso che ti bagna la pelle di sudore salato. Sole italiano che brucia, aria che sa di mare e smog.
Arrivo tardi, lounge VIP dell’hotel, divani in cuoio morbido che si appiccica alle cosce sotto la gonna leggera. Ordino un prosecco fresco, condensatione sul bicchiere. Lui è lì, quarantenne atletico, capelli brizzolati, occhi acciaio, polpacci gonfi da runner. Siede solo, camicia aperta sul petto sudato. Ci guardiamo. ‘Buonasera’, dice con voce grave, accento del nord. ‘Napoli ti accoglie calda eh?’. Sorrido, accavallo le gambe, sento l’aria della clim gelida sulla pelle nuda sotto la gonna. Nessuna mutanda, mi sento libera, lontana da casa, nessuno mi giudica.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Parliamo, lui è in città per lavoro, treno domani presto. Tensione sale, mani che sfiorano il cuoio del divano, suo ginocchio contro il mio. ‘Hai gambe da urlo’, sussurra, occhi fissi sulle mie cosce muscolose. Io arrossisco, ma lo provoco: ‘E tu corri per sfogarti?’. Ride, si avvicina, odore di colonia e sudore maschio. ‘Andiamo di sopra? Il mio volo è all’alba, urgenza totale’. Cuore batte forte, fica già bagnata. ‘Sì, cazzo, andiamo’.
In ascensore, mani ovunque. Camera buia, clim ronzante, lenzuola fresche. Mi strappa la gonna, ‘Niente mutande, troia sexy’. Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni. Cazzo enorme, spesso, 20 cm, vene gonfie. Lo prendo in mano, caldo, pulsante. ‘Ti piace?’, geme. ‘Lo voglio in bocca’. Mi inginocchio, lo lecco dal basso, gusto salato del sudore, prepuccio che scivola. Lo ingoio piano, lingua sul frenulo, saliva che cola. Succhio forte, gola profonda, couilles sul menton. Tossisco un po’, ma continuo, occhi nei suoi. ‘Brava puttana, ingoia tutto’.
La Passione Esplosiva nella Camera
Mi gira, fica esposta. Lingua sulla figa rasata, clit torreggiante. Mi lecca vorace, succhia il succo, dita dentro. ‘Sei fradicia’. Orgasmo violento, urlo, cosce che tremano. ‘Ora il culo’, dico, gel sul comodino. Mi spalma il buco, dita che aprono, due, tre. Dolore dolce, piacere che monta. Cazzo contro ano, spinge piano. ‘Rilassati’, ansima. Entra, grosso, mi riempie. Pompa forte, mani sui fianchi, palle che sbattono. Mi tocco la fica, regolo il ritmo. ‘Ti inculerò fino a sborrare’. Geme, spinge, io vengo di nuovo, onda che mi travolge.
Sborra calda nel culo, grida, collassa su di me. Sudore miscelato, odore di sesso. Lo pulisco con la bocca, cazzo molle che indurisce un attimo. ‘Basta, tengo per dopo’, ride. Si riveste, bacio veloce. ‘Anonimi per sempre’. Esco all’alba, aeroporto vicino, rumore motori, aria salmastra. Sul volo, culo che pulsa, ricordo il suo cazzo, la libertà. Nessun nome, solo piacere puro. Napoli, tornerò.