La Mia Fuga Erotica a Gisborne: Sesso Selvaggio con uno Sconosciuto

Ero partita da Roma per una vacanza al mare in Nuova Zelanda, Gisborne. Lontana da tutto, libera. Il sole scottava, sudore salato sulla pelle, gusto di mare in bocca. Camminavo sul boardwalk, leggings neri aderenti, top che lasciava intravedere i capezzoli duri per il vento. Lui, un francese sulla sessantina, atletico, occhi maliziosi. Ci incrociamo ogni giorno. Saluti, sorrisi. ‘Bonjour, bella italiana’, dice con accento sexy. Io rido, ‘Ciao, straniero’.

Ieri, caldo infernale. Mi gira la testa, fingo un malore. Cado. Lui corre, mi sorregge. ‘Stai bene?’. Il suo braccio forte intorno alla mia vita, il suo corpo contro il mio. Sento il suo cazzo semi-duro premere sulla coscia. ‘Portami all’hotel, per favore’. Camminiamo lenti, io barcollo apposta. Sudore misto, odore di uomo. Entriamo nel lounge VIP, divani di cuoio fresco contro la pelle rovente. Aria condizionata che mi fa venire la pelle d’oca. Ci sediamo vicini, ginocchia che si toccano. ‘Bevi qualcosa?’, chiede. Io annuisco, mano sulla sua coscia. Tensione elettrica. ‘Domani riparto… urgenza, capisci?’. Lui capisce, occhi famelici. ‘Anch’io voglio te’. Bacio improvviso, lingue che si intrecciano, sapore di caffè e sale.

L’Incontro sul Boardwalk e la Tensione che Sale

Lo trascino in camera. Porta che sbatte. Strappo il suo bermuda, cazzo grosso, venoso, già duro come ferro. ‘Mmm, che bel cazzo francese’. Lo prendo in bocca, succhio forte il glande, lingua che gira intorno. Lui geme, ‘Cazzo, sì!’. Lecca la mia fica rasata, bagnata fradicia. Dita dentro, mi scopa la bocca della figa. ‘Sei una troia italiana’, ringhia. Io godo, ‘Fottimi ora!’. Mi butta sul letto, king size, lenzuola fredde. Mi penetra di colpo, fica che si apre, piena del suo cazzo. Spinge forte, palle che sbattono sul mio culo. ‘Più profondo!’, urlo. Cambio posizione, io sopra, cavalco selvaggia. Seni che rimbalzano, capezzoli tirati. Lui li morde, succhia. Sudo, clim che ronza, odore di sesso. Mi gira, a pecorina. Cazzo nel culo? No, fica prima. ‘Sborra dentro, riempimi!’. Viene, caldo, zampilli nella fica. Io squirto, liquido che cola. Esausti, corpi appiccicosi.

Ora, in aereo, motori che ruggiscono. Ricordo il suo cazzo in gola, il sapore di sborra. Anonimato totale, nessuno sa. Libera, eccitata dall’ignoto. Torno a casa con fica ancora pulsante. Che avventura… un altro straniero al prossimo lounge?

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *