L’Avventura Torrida nel Lounge di Olbia

Ero atterrata a Olbia con un volo interno da Roma, sudata per il caldo sardo che ti avvolge come una carezza appiccicosa. Odore di salsedine nell’aria, motori che rombano lontani. Avevo due ore prima del rientro, bagaglio a mano e voglia di staccare. Entro nel lounge VIP, aria condizionata gelida sulla pelle, divani in cuoio morbido che scricchiolano sotto il mio culo fasciato dal jeans stretto.

Lì, seduto da solo con un gin tonic, un tipo italiano, sui quarant’anni, occhi neri profondi, camicia sbottonata che lascia intravedere pettorali abbronzati. Mi guarda, sorrido io per prima. ‘Posso?’ chiedo, sedendomi vicino. ‘Prego, bellezza.’ Voce rauca, accento del sud. Parliamo di viaggi, lui in vacanza al mare qui vicino. Mani che sfiorano accidentalmente sul bracciolo di cuoio, calore che sale. Sento la fica che si bagna già, lontana da casa, nessuno mi giudica. ‘Hai fretta?’ mi chiede, dito sul mio ginocchio. ‘Voliamo tra poco, ma…’. Non finisco, le nostre bocche si incollano. Lingue che danzano, sapore di gin e sale sulla sua pelle.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

‘Uscendo da qui?’ sussurra. Prenoto una camera all’hotel dell’aeroporto, cinque minuti a piedi, urgenza del tempo che ci eccita di più. Camminiamo veloci, sole che brucia, sudore che cola tra i seni. Entriamo, clim che ronza, letto king size. Lo spingo sul materasso, gli slaccio i pantaloni. Cazzo duro, grosso, cappella viola già lucida di pre-sborra. ‘Mmm, che bel pisello,’ gemo, lo prendo in bocca. Succhio forte, lingua sul frenulo, lui geme ‘Cazzo, sei una troia romana perfetta.’ Lo ingoio fino in gola, saliva che cola, palle in mano.

La Scopata Esplosiva e il Ricordo sul Volante

Mi strappa il top, tette libere, capezzoli duri come sassi. Me li morde, tira, lecco il suo collo salato. Mi sdraio, apro le cosce. ‘Leccami la fica, dai.’ Lingua dentro, succhia il clito gonfio, dita che scavano la mia passera fradicia. ‘Sei zuppa, puttana,’ ringhia, mi fa venire in un minuto, urlo con la bocca piena del cuscino. Poi mi gira, a pecorina, mi sbatte il cazzo dentro di colpo. ‘Prendilo tutto!’ Pum pum pum, palle che sbattono sul mio culo, sudore che schizza. Lo cavalco, lo stringo con la fica, ‘Sborrami dentro, riempimi!’ Lui esplode, caldo che mi inonda, io squirto sul letto.

Esausti, doccetta veloce, odore di sesso nell’aria. Mi vesto di fretta, bacio d’addio. ‘Torna presto,’ dice. Io sul gate, aereo che ronza, fica ancora pulsante, sperma che cola nelle mutande. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Lontana da casa, libera, eccitata dall’ignoto. Chissà se lo rivedrò mai.

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