La Mia Follia Erotica in un Lounge d’Hotel a Parigi
Ero a Parigi per un viaggio d’affari. Lontana da casa, da Roma, dal mio marito sempre via. Libertà pura, nessuno che giudica. L’hotel era lusso, Champs-Élysées. Lounge VIP, pelle dei divani che scricchiola sotto le cosce. Aria fresca della clim, odore di caffè forte e whisky.
Entro, gonna di pelle nera attillata sopra il ginocchio, camicetta bianca trasparente, niente reggiseno. Tacchi alti che cliccano sul pavimento. Lo vedo lì, solo, elegante. Francese, occhi che mi squadrano. Sorrido, mi siedo vicina. ‘Buonasera’, dico con accento italiano. Lui ricambia, Jérôme. Parliamo, flirt. Mani che sfiorano i bicchieri. Calore sale, gambe accavallate, vedo il suo sguardo sul décolleté.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
‘Ti va un drink?’, chiede. Annuisco. Ci spostiamo in un angolo, divani profondi. Gambe che si toccano. ‘Bas ou collants?’, sussurra ridendo. Arrossisco, ma eccitata. ‘Bas, con reggicalze. Vuoi controllare?’. Tensione elettrica. Mani sue sulla mia coscia, pelle nuda sopra il bordo. Umido già tra le gambe. Urgenza, il mio volo domani mattina.
Mi porta in camera sua, ascensore silenzioso, respiro corto. Porta aperta, clim gelida contro la mia pelle calda. Baci lenti, profondi. Mani ovunque. Mi spoglia, camicetta via, seni liberi, capezzoli duri. Gonna su, reggicalze, mutandine nere di seta umide. Le annusa, me le infila in bocca. Silenzio mio, solo mugugni.
Mi piega sul bureau, vista sulla Senna, sole basso. Faccia tra le mie chiappe. Lingua sul culo, rosa, bagnato di saliva. Dita, occhiali, penna. ‘Ti preparo bene’, dice. Gemo attraverso la seta. Mi incula piano, cazzo duro, grosso. ‘Inculami!’, urlo. Pistona forte, palle che sbattono. Orgasmo mio, urlo. Mi gira, faccia a faccia, gambe sulle spalle. Di nuovo nel culo, occhi negli occhi. Bacio mentre mi riempie.
Il Sesso Selvaggio nella Camera d’Hotel
Vengo di nuovo, lui esplode dentro. Pausa, caffè, mutandine nuove. Lo lego gli occhi con i miei bas réserves. Ginocchia sui braccioli, mani dietro la nuca. Mani sue sui seni, pizzica capezzoli. ‘Sei fradicia’, dice. Dita in fica e culo, mi fa assaggiare il mio sapore. Trema, orgasmo solo con le tette.
A quattro zampe sulla moquette spessa, calda. Lingua ovunque, cazzo sui polpacci. Lo succhio bendata, senza mani. Poi mi culbutta, gambe in aria, lecca fica piano. Penetra, va-et-vient crudeli. ‘Cazzo, sì!’. Gemo, sudo. Viaggio d’affari? No, follia.
Telefono squilla, mio marito. ‘Sto lavorando’, dico, mentre Jérôme mi incula piano. ‘Tossisco’, copro i gemiti. Accelera, vengo trattenendo urla. Poi lo cavalco, amazzone, lo finisco. Sperma caldo dentro.
Pulisco, piscina hotel per lavare odori: sudore, sperma, fica. In aereo, sedile vibra coi motori. Ricordo il suo cazzo nel mio culo, anonimo totale. Sorriso, nessuno sa. Libertà del viaggio.