La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Fiumicino

Ero a Fiumicino, in ritardo per il mio volo per Londra. Viaggio d’affari, sola, stanca ma eccitata dall’anonimato. Il lounge VIP era perfetto: poltrone di cuoio morbido, aria condizionata che mi accarezzava la pelle sudata dal caldo romano, rumore sordo dei motori in lontananza. Ordino un prosecco, salato sulle labbra, e lo vedo. Alto, occhi scuri, camicia aperta sul petto abbronzato. Siede di fronte, sorride. ‘Posso unirmi?’ dice con accento straniero, forse francese.

Ci chiacchieriamo. Gambe accavallate, la mia gonna sale piano, sento il nylon sfregare, un fruscio che mi fa fremere. Lui mi fissa le cosce, io il suo rigonfiamento nei pantaloni. ‘Sei in transito?’ chiedo, mordendomi il labbro. ‘Sì, ma ho tempo per… avventure,’ risponde, la voce bassa. L’aria è densa, profuma di caffè e sudore. Le sue dita sfiorano il mio bicchiere, poi la mia mano. Brividi. ‘Andiamo da qualche parte?’ propongo, il cuore che batte forte. Libertà totale, qui nessuno mi conosce. Prendiamo una camera nell’hotel transit, cinque minuti a piedi, urgenza del volo che ci spinge.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Entriamo, la clim gelida mi indurisce i capezzoli sotto la blusa. Chiude la porta, mi bacia famelico, lingua che sa di whisky. Le mani sui miei seni, stringe. ‘Cazzo, sei bollente,’ mormora. Io gli slaccio i pantaloni, tiro giù le mutande. Eccolo: un anello metallico alla base del cazzo, rasato liscio, venoso e già duro. ‘Regalo di mia moglie, per un massaggio… ma ora è per te,’ ride. Lo tocco, pesante, freddo il metallo, caldo la pelle. ‘Fammi vedere quanto sei bagnata,’ ordina. Mi sdraio sul letto, apro le gambe. Dita dentro la fica, fradicia. ‘Porca puttana, sgoccioli.’

Il Sesso Intenso Prima della Partenza

Mi gira, a pecorina. Sento il suo fiato sul culo, lingua che lecca il buco, bagnato di saliva. ‘Ti scopo il culo, va bene?’ ansima. Sì, cazzo sì. Lubrifica con la mia eccitazione, spinge il gland contro l’ano. Entra piano, mi spacca, dolore piacere. ‘Stretto da morire!’ grugnisce, pompa forte. Il letto cigola, puzza di sesso, sudore salato sulla schiena. Io mi tocco la fica, dita che sfregano il clito gonfio. ‘Più forte, scopami come una troia!’ urlo. Lui accelera, palle che sbattono, l’anello che lo fa gonfiare di più, duro come ferro. Mi infila due dita in fica, doppio piacere. ‘Vengo, cazzo!’ geme, sborra caldo dentro il mio culo, spasmi che mi fanno venire, la fica che squirta sul lenzuolo.

Crolliamo, ansimanti. Sudati, appiccicosi. ‘Devo andare,’ dico, guardando l’orologio. Si riveste, bacio veloce. Esco, gambe molli, il suo sperma che cola. Torno al gate, il volo chiama. Seduta in business, rumori motori che vibrano, ricordo ogni spinta, il metallo freddo, il suo cazzo che mi riempiva. Anonimato totale, nessuno sa. Sorriso malizioso, mutande zuppe. Che viaggio, cazzo.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *