La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Milano
Ero a Milano per un viaggio d’affari, caldo afoso d’estate italiana che ti si appiccica alla pelle. Dovevo prendere il volo per Roma la sera stessa. Nel lounge VIP dell’aeroporto, aria condizionata gelida, sedili di cuoio morbido che scricchiolano sotto il mio culo. Ordino un prosecco, il bicchiere suda. Lui è lì, alto, muscoloso, tipo stallone, camicia aperta sul petto abbronzato. Occhi che mi squadrano.
“Bella serata per volare, no?” dice con accento straniero, sorridendo. Mi siedo vicino, gambe accavallate, gonna che sale un po’. Parliamo, nomi: io Sofia, lui Alex. Viaggio d’affari anche lui, da Londra. Il suo profumo, legno e spezie, mi stordisce. Mano che sfiora la mia sul bracciolo, scintille. “Hai un sorriso che uccide,” sussurra. Io rido, nervosa, bevo un sorso. Sento la fica bagnarsi piano. L’urgenza del volo ci eccita, nessuno ci conosce qui.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Fuori, sole calante, motori ruggiscono. “Andiamo in un hotel vicino? Solo un’ora,” propone. Cuore batte forte. Sì, cazzo, sì. Prendiamo un taxi, mani che si cercano sul sedile posteriore. Arriviamo, camera con vista piste, clim che ronza.
Porta chiusa, mi sbatte contro il muro. Baci feroci, lingua che invade la mia bocca, sa di whisky. Mani sotto la gonna, slip strappato. “Sei fradicia,” ringhia. Lo spingo sul letto, lo cavalco, apro le gambe larghe. Il suo cazzo enorme, duro come ferro, lo tiro fuori dai pantaloni. Lo lecco, lingua che gira sulla cappella gonfia, sapore salato di sudore. Gemo, lo ingoio tutto, gola piena.
La Scopata Intensa e il Ricordo sul Volo
“Montami, troia,” ansima. Lo cavalco, fica che lo divora, su e giù, tette che ballano. Mi afferra i fianchi, sbatte forte, palle che schiaffeggiano il mio culo. “Più forte!” urlo. Mi gira, a pecorina, mi spacca in due. Dita nel culo, lingua sul clitoride, esplodo, vengo urlando, pareti della fica che pulsano. Lui mi riempie di sborra calda, dentro, fuori, gocciola sulle lenzuola.
Sudati, ansimanti, corpi appiccicosi di sale e sudore. “Devo andare,” dico, ma lui mi lecca ancora, grotta bagnata esplorata dalle dita abili.
Mi vesto di fretta, bacio d’addio. “Nessuno saprà.” Torno in aeroporto, volo imminente. Sul aereo, sedile vibra coi motori, ricordo il suo cazzo in bocca, la fica dolorante. Anonimato totale, libertà lontana da casa. Sorriso complice allo steward, eccitazione ancora lì, tra le cosce. Che viaggio, cazzo.