L’Incontro Infuocato sulla Spiaggia Sarda: Sesso Selvaggio con uno Sconosciuto
Ero partita da Roma per un weekend in Sardegna, un’evasione dal caos quotidiano. Spiaggia selvaggia vicino a Villasimius, dune infinite, sole che scottava la pelle. Lontana da casa, libera, nuda contro un bunker mezzo sepolto nella sabbia. Il calore del cemento mi bruciava la schiena, granelli di sale incollati alle tette e alla fica. Leggevo un libro, occhiali sul naso, vento tra le cosce.
Sento un cane annusarmi tra le gambe. Alzo lo sguardo: un labrador ciocolato, lingua penzolante, e dietro un ragazzo, sui venticinque, short appiccicoso all’inguine, tongs piene di sabbia. ‘Scusa! Baloo, vieni qui!’ balbetta, rosso come un peperone. Io rido, accarezzo il cane. ‘Ha buon gusto, il tuo Baloo. Mi ha leccata come si deve.’
La Rencontre Fortuita sotto il Sole Cocente
Lui si blocca, sudore sotto le ascelle, cazzo che sporge dal costume. ‘Prima volta qui?’ chiedo, girando pagina. ‘Sì, con amici, campeggio libero.’ Si siede a distanza, ma Baloo si sdraia sulle mie cosce. ‘Togliti quel ridicolo short, sembri un verginello.’ Esita, poi obbedisce. Il cazzo semi-duro balza fuori, vento che lo accarezza. ‘Bravissimo. Ora respira.’
Lo guido con la mano sul suo ventre, poi sulla mia fica bagnata. ‘Tocca.’ Le sue dita tremano, entrano piano, io gemo piano. ‘Più profondo, cazzo.’ Si eccita da morire, il suo uccello duro come pietra. Sento occhi su di noi: un voyeur tra le dune, ombra negli arbusti. ‘Ci guardano,’ sussurro. Invece di fermarmi, mi apro di più. ‘Fallo leccare.’
Si inginocchia, lingua incerta sulla mia clitoride gonfia. ‘Piano, non una gelata.’ Impara veloce: cerchi lenti, succhiate, dita dentro. Io mi inarco, ‘Sì, così, fammi venire!’ L’orgasmo mi spacca, trepido tutta, fica che pulsa sul suo viso. Lui ansima, cazzo gocciolante.
Il Climax Esplosivo e l’Addio Torride
Mi metto in ginocchio, lo prendo in bocca. ‘Vuoi che il voyeur veda?’ Annuisce. Lo lecco dalla base alla cappella, ingoio metà, succhio forte. ‘Vengo!’ esplode in gola, sborra calda e salata che ingoio tutta. Ridiamo, corpi sudati, Baloo che russa.
Ci buttiamo in mare, acqua fredda che punge il sale sulle labbra della fica. Lo avvolgo con le gambe, guida il cazzo dentro di me. ‘Scopami qui.’ Spinte lente, onde che ci cullano, tette contro il suo petto. ‘Più forte!’ Mi morde l’orecchio, io vengo stringendolo, lui mi riempie di sborra nel mare.
Torniamo a riva, corpi appiccicosi. ‘Devo prendere il volo stasera per Roma,’ dico, mentre il sole cala. Lui sorride, ‘Torna domani?’ Scuoto la testa, bacio veloce, via.
Ora in aeroporto, in lounge VIP, cuoio fresco sotto le cosce, aria condizionata che mi fa venire i brividi. Ripenso al suo cazzo in bocca, alla fica leccata sotto gli occhi di uno sconosciuto, al sesso salato in acqua. L’anonimato totale, nessuno sa, solo io e questo fremito tra le gambe. Prossimo volo, e già sogno il prossimo sconosciuto.