La Mia Avventura Lesbica Torrida Durante lo Scalo Aereo

Ero in viaggio d’affari da Napoli a Parigi. Scalo breve a Fiumicino, due ore. Entro nel lounge VIP, aria gelida della clim che mi pizzica la pelle. Sedili di cuoio nero, fresco contro le cosce nude sotto la gonna leggera. Rumore sordo dei motori lontani, vibrazioni che mi salgono su per la spina dorsale. Sudore salato sul collo, gusto di mare italiano ancora in bocca dal pranzo.

La vedo lì, sola al bar. Alma, bruna sui quarant’anni, capelli sciolti, occhi scuri che brillano sotto le luci basse. Vestito aderente, curve generose. Sorseggia un prosecco, dita eleganti intorno al bicchiere. Mi siedo vicino, il cuoio scricchiola. ‘Bella serata per uno scalo, no?’ dico, voce bassa. Lei sorride, ‘Sì, ma l’urgenza del volo mi eccita sempre. Tu?’ Parliamo. Lei da Milano, transito per lavoro. Mani che sfiorano il mio bicchiere, pelle calda contro il freddo del vetro. Tensione sale. Occhi che si incastrano, gambe che si sfiorano sotto il bancone. ‘Sembri nervosa,’ mi sussurra, respiro sul mio orecchio. ‘È l’ignoto qui, nessuno ci conosce. Libera.’ Il mio cuore pompa forte, fica già umida.

Lo Scalo all’Aeroporto e l’Incontro Elettrico

‘Ho una camera all’hotel dell’aeroporto, trenta minuti. Vieni?’ Non esito. Lei annuisce, occhi famelici. Corriamo fuori, aria calda della notte romana, odore di benzina e salsedine lontana. Camera 312, clim ronzante, letto king size. Chiudo la porta, la spingo contro il muro. Bacio vorace, lingue che si intrecciano, sapore di prosecco e saliva. Mani sue sulle mie tette, strizzano i capezzoli duri attraverso la camicetta. ‘Cazzo, sei bagnata già,’ geme, mano sotto gonna, dita sulla mia fica fradicia. Le tiro giù il vestito, tette sode, capezzoli marroni eretti. Le succhio uno, forte, lei ansima.

L’Esplosione di Piacere in Camera d’Hotel

La butto sul letto, le apro le cosce. Fica rasata, labbra gonfie, bagnata da morire. Lecco piano, clitoride turgido sotto la lingua. ‘Oh sì, leccami la fica, troia,’ grida, mani nei miei capelli. Infilo due dita, pompo veloce, succhio il clito. Lei trema, squirt mi bagna il viso, gusto salato acido. Si gira, 69. La sua lingua nella mia fica, dita nel culo, mi fa urlare. ‘Voglio la tua lingua nel mio buco,’ ansimo. Le infilo la lingua nell’ano stretto, dita nella fica che schizza. Orgasmo multiplo, corpi sudati, odore di sesso pesante. Rotoliamo, sfregandoci le fiche una sull’altra, cliti che sfregano, urla soffocate dal cuscino. ‘Sto venendo, cazzo!’ explodo, lei con me, corpi inarcati.

Sudate, ansimanti. Guardo l’orologio, venti minuti al gate. ‘Devo andare.’ Lei ride, ‘Torna un’altra volta, sconosciuta.’ Bacio veloce, esco. Corro all’aeroporto, gambe molli, fica pulsante ancora. Seduta al gate, rumore motori che accelera, ricordo il suo sapore salato, le dita dentro, l’urgenza. Lontano da casa, nessuno giudica. Anonimato totale, solo piacere puro. Sorriso segreto, volo decolla, cuore leggero.

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