La Mia Scopata Infuocata nel Lounge dell’Aeroporto di Roma

Ero di ritorno da un viaggio d’affari a Napoli, fine settembre, caldo afoso ancora nell’aria. L’aereo in ritardo, due ore da uccidere all’aeroporto di Roma, lounge VIP grazie alla carta fedeltà. Mi siedo sul divano in pelle nera, fresca contro le cosce nude sotto la gonna corta. Profumo di caffè forte, ronzio dei motori lontani, aria condizionata che mi fa venire i brividi sui capezzoli.

Indosso un vestitino blu metallizzato, aderente sui fianchi, trasparente sul busto con pizzo nero. Reggiseno a balconcino che spinge le tette, 90C che spingono sul tessuto. Mi sento libera, lontana da casa, nessuno mi conosce. Ordino un prosecco, gelo sul palato. Lui arriva, americano alto, occhi azzurri, camicia aperta sul petto muscoloso. Si siede vicino, ‘Scusa, posso?’. Voce profonda, accento sexy.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Parliamo, flirt. ‘Sei italiana? Bellissima’. Mi sfiora la mano, elettricità. Bevo, mi scaldo. Gambe accavallate, gonna che sale, vedo il suo sguardo sul bordo dei collant. ‘Parti stasera?’. ‘Sì, tra un’ora il volo per Milano’. Urgenza, eccitazione dell’ignoto. Mi tocca il ginocchio, ‘Andiamo da qualche parte?’. Cuore batte forte, fica già umida.

Lo porto in una saletta privata del lounge, riservata ai VIP. Porta cigolante, dentro divani larghi, luci basse. Ci baciamo famelici, lingua sua salata di gin. Mani sue sulle mie tette, strizza i capezzoli duri attraverso il pizzo. ‘Cazzo, che tette sode’. Gemo, ‘Leccamele’. Mi abbassa il vestito, succhia un capezzolo, denti che mordono piano. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo grosso, venoso, cappella viola gonfia. Lo palpo, ‘Voglio succhiartelo’.

Il Sesso Esplosivo e l’Addio Anonimo

Mi inginocchio sul tappeto ruvido, lo prendo in bocca. Sapore muschiato, pre-sborra salata. Lo ingoio profondo, gola piena, lui ansima ‘Oh fuck, sì troia’. Mi alzo, lo spingo sul divano. Mi siedo a cavalcioni, gonna alzata, mutandine da parte. Fica rasata bagnata, labbra gonfie. ‘Scopami forte’. Lui infila il cazzo, grosso, mi riempie. Urlo, ‘Cazzo sì, più dentro!’. Pompo, tette che ballano, schiaffi sulle chiappe.

Clim gelida sulla pelle sudata, sudore salato sul collo. Mi gira, a pecorina contro il muro, mi sbatte. ‘La tua fica è stretta, un cazzo di paradiso’. Dita sul clito, vengo tremando, succhi che colano. Lui accelera, ‘Sto venendo!’, sborra dentro, caldo fiotti che mi inondano. Grido, orgasmo doppio, gambe molli.

Ci rivestiamo veloci, sudati, odore di sesso. ‘Devo andare al gate’. Sorriso complice, ‘Torna in Italia, troia’. Bacio ultimo, anonimo totale. Corro al volo, fica piena di sborra che cola, brividi. Ricordo il suo cazzo mentre l’aereo decolla, motori rombano, libertà pura. Nessuno sa, solo io e quel brivido.

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