La Mia Avventura Erotica Sotto la Pioggia in Riviera
Ero in vacanza al mare in Puglia, fine agosto. Pioveva, ma faceva un caldo umido, quel tipo di pioggia che sa di estate ribelle. Lontana da casa, mi sentivo libera, nessuno a giudicarmi. Ero uscita dal mio appartamento sul lungomare verso le otto, senza ombrello. Volevo sentire l’acqua scivolarmi sulla pelle, mescolata al sale del mare. Il lobby dell’hotel era quasi vuoto, divani di cuoio morbido, aria condizionata che rinfrescava appena. Mi siedo al bar, ordinando un prosecco fresco. Lui era lì, un uomo sui trentacinque, capelli bruni bagnati, occhi azzurri penetranti. Jeans aderenti, camicia che gli si appiccicava al petto muscoloso. Straniero, forse francese, in viaggio d’affari. ‘Piove forte, eh?’, dico io, sorridendo. Lui alza lo sguardo, ‘Sì, ma è eccitante, no? Quel brivido dell’ignoto’. Parliamo, la tensione sale piano. Le sue mani sfiorano il mio bicchiere, il suo profumo misto a pioggia e colonia. Sento il cuore battere, la fica che si bagna già. ‘Vieni spesso qui?’, chiedo. ‘No, transito. Tu?’. ‘Vacanze. Ma domani riparto in treno’. L’urgenza ci accende. Le sue dita sfiorano la mia coscia sotto il bancone di cuoio. ‘Andiamo di sopra?’, sussurra. Esito un secondo, poi annuisco. Libera, lontana da tutto.
Saliamo in camera mia, la 204, vista mare grigio. La porta si chiude con un clic, l’aria condizionata ronza bassa, coprendo il rumore della pioggia. Lo spingo contro il muro, lo bacio famelica. La sua bocca sa di sale e pioggia, lingua che invade la mia. ‘Cazzo, sei bollente’, mormora. Gli tiro giù i jeans, il suo cazzo salta fuori, duro, venoso, cappella gonfia e bagnata di pre-sborra. Lo prendo in mano, grosso, pulsante. Mi inginocchio sul tappeto ruvido, lo guardo negli occhi. ‘Ti piace?’, chiedo. Apro la bocca, lecco il glande piano, assaporando il sapore salato. Lui geme, afferra i miei capelli. Lo engollo piano, la lingua che gira sul frenulo, succhiando forte. Sento le vene gonfiarsi in bocca, lo prendo fino in gola, sbavando. ‘Brava troia italiana’, ansima. Mi alzo, mi strappo il vestito bagnato, mutande zuppe. La mia fica rasata è fradicia, labbra gonfie. Lo spingo sul letto, lo cavalco. Il suo cazzo entra di colpo, riempiendomi, stirando le pareti. ‘Scopami forte!’, urlo. Lui mi afferra i fianchi, sbatte dal basso, palle che schiaffeggiano il mio culo. Io godo, tette che rimbalzano, capezzoli duri. Cambio posizione, a pecorina, lui mi incula il ritmo, dita nel mio culo stretto. ‘Vengo!’, grida. Sento il suo cazzo gonfiarsi, spruzzi caldi dentro di me, che colano fuori. Io esplodo, figa che contrae, squirt sul lenzuolo. Sudore, pioggia dal balcone aperto, odore di sesso crudo.
L’Incontro Fortuito nel Lobby
Dopo, ansimanti, corpi appiccicosi. ‘Devo andare, il treno…’, dico. Lui sorride, ‘Ricordami così’. Mi vesto veloce, bacio d’addio. Nessun nome, solo piacere. Sul treno, finestrini appannati dalla pioggia, rivivo tutto: il suo cazzo in bocca, i colpi violenti, l’urgenza del distacco. L’anonimato totale mi eccita ancora, mutande umide di nuovo. Lontana da casa, libera di scopare sconosciuti. Chissà il prossimo lounge…