La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Napoli
Ero in transito all’aeroporto di Napoli, ritorno da un viaggio d’affari. Caldo umido, quel sole italiano che brucia la pelle, sudore salato sul collo. Lounge VIP, divani di cuoio fresco contro la mia gonna leggera. In fila al bar per un caffè, un ragazzino con cuffie e accento da banlieue mi spinge. ‘Muoviti vecchia, ho fretta!’ mi urla, afferrandomi il braccio.
Mi giro, furiosa, ma lui ride. Poi, una voce ferma: ‘Ehi ragazzo, scusati subito con la signora.’ Un uomo sulla sessantina, atletico, occhi azzurri penetranti, camicia sbottonata che lascia intravedere petto villoso. Lo difendo? No, lui mi difende. Il giovane borbotta, se ne va. Io tremo ancora, adrenalina. ‘Grazie,’ dico, voce bassa. ‘Si figuri, non sopporto i maleducati.’ Si chiama Philippe, francese in viaggio d’affari. Ci sediamo vicini, cuoio che scricchiola sotto di noi. Il rumore dei motori in lontananza, aria condizionata che mi fa venire i brividi.
L’Incontro Inatteso e la Tensione che Sale
Parliamo. Lui mi racconta del suo volo perso, io del mio treno fra due ore. Vino bianco fresco, mani che si sfiorano sul tavolo. ‘Sei bellissima,’ mormora, ‘con quel rossore sulle guance.’ Sento calore tra le cosce, libertà qui, nessuno mi conosce. Lontana da casa, dal giudizio. Occhi che si incatenano, gambe che si toccano sotto il tavolo. ‘Ho una camera nell’hotel dell’aeroporto,’ dice piano. ‘Solo un’ora?’ Annuisco, eccitata dall’urgenza.
Saliamo, ascensore stretto, suo profumo muschiato. Porta che si chiude, mi bacia famelico. Mani ruvide sotto la gonna, culotte già bagnate. ‘Cazzo, sei fradicia,’ ringhia. Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni. Cazzo duro, grosso, vene pulsanti. Lo prendo in bocca, gusto salato pre-eiaculazione, lo succhio profondo, gola che si contrae. Geme, ‘Brava troia italiana.’ Mi alzo, mi spoglio. ‘Leccami la figa,’ ordino. Mi sdraio, gambe aperte. Lingua esperta su labbra gonfie, clitoride che pulsa. ‘Mmm, sei dolce, ma secca?’ Prende lubrificante dal comodino, un dito unto entra piano nel mio buco stretto. ‘Rilassati, principessa.’ Due dita ora, pompa, lingua sul clito. Gemo forte, ‘Più forte, fammi venire!’ Orgasmoschio, squirt leggero, viso bagnato del mio succo.
La Passione Esplosiva e l’Addio Anonimo
‘Scopami,’ ansimo. Mi gira, a pecorina sul letto. Cazzo che spinge, lubrificato, entra piano dilatandomi. ‘Cazzo quanto sei stretta!’ Spinge duro, palle che sbattono sul mio culo. Io spingo indietro, ‘Più profondo, riempimi!’ Sudore che cola, clim gelida contro corpi bollenti. Mi ribalta, missionario, tette che rimbalzano. Succhia capezzoli duri, io graffio schiena. ‘Vengo!’ urlo, figa che si contrae spasmi. Lui esplode dentro, sborra calda che cola. Crolliamo, ansimanti.
Ora, treno fra mezz’ora. Mi vesto veloce, bacio umido. ‘Anonimi per sempre,’ sussurro. Scendo, lobby affollata, cuore che batte. Sul binario, finestrino, ricordo suo cazzo in bocca, figa piena. Libertà del viaggio, nessuno sa. Sorriso complice allo specchio, prossima avventura.