La Mia Fuga Erotica sulla Spiaggia Naturista: Un Estraneo Indimenticabile
Ero con la mia amica Giulia, entrambe ventidue anni, fresche di laurea. Per festeggiare, abbiamo scelto Montalivet, quel centro naturista sull’Atlantico francese. Lontane da casa, dall’Italia, ci sentivamo libere. Nessun giudizio, solo corpi nudi sotto il sole caldo. Arrivate, ci siamo rasate a vicenda la figa, lisce come seta. Le nostre dita scivolavano, ehm, non solo per l’igiene. Ci siamo leccate piano, gemendo piano, il sapore salato della pelle già umida.
La spiaggia enorme, inizio luglio, poca gente. Perfetto. Ci spogliamo, tuffo in mare, acqua fredda che pizzica i capezzoli. Usciamo, acqua che gocciola sul seno. Lì, a pochi metri, un tipo sui trent’anni stende l’asciugamano. Alto, muscoloso. Si avvicina all’acqua, e… cazzo, che cazzo enorme. Lungo fino a metà coscia, rasato pure lui, palle lisce. Lo guardiamo, lui fissa le nostre fiche aperte. Esco dall’acqua ridendo con Giulia: «Hai visto quel mostro?» «Sì, ma sembra già mezzo duro.» Ridiamo, ci ungiamo di crema, dita che sfregano il clitoride di nascosto.
L’Arrivo in Paradiso Nudo e la Tensione con lo Sconosciuto
Lui esce dall’acqua, ancora grosso. Si sdraia, cazzo sul fianco. Io, impulsiva, prendo una sigaretta: «Vado a chiedergli fuoco.» Giulia: «Sei pazza!» Ma io accovaccio vicino a lui, gambe spalancate, fica in bella vista, labbra lucide. «Fuoco?» Lui allunga il braccio, occhi fissi sul mio clitoride gonfio. «Ti piace lo spettacolo?» «Cazzo sì, perfetta rasata.» Accendo, giro: «Il tuo non è male.» «Grazie, natura generosa.» Balbetto: «E… duro come diventa?» «Venite al mio mobil home, mostro a tutte e due.» È solo? No, col amico Jérôme in città. «Ok, arrivo con Giulia.»
Nel mobil home, aria condizionata fresca che ci fa venire la pelle d’oca. Spargo preservativi sul tavolo. «Mostraci!» Mi siedo, gambe aperte, dita in fica. Lui si tocca piano, cazzo che cresce: 25 cm, grosso come polso. «Porca puttana!» Ci inginocchiamo, io sul glande, Giulia le palle. Lo succhiamo alternate, saliva che cola. «Fermo o vengo!» «Dai, sborra in bocca.» Jet caldi, lo divido con Giulia in un bacio appiccicoso. Poi 69 tra noi, fiche bagnate, lui si sega guardando. Entra Jérôme: «Chiudila porta! Spogliati, queste vogliono cazzi!» Il suo è bello, rasato.
Sesso Intenso nel Mobil Home e l’Urgenza del Ritorno
Giulia lo pompa, io rianimo Damien. Mi sdraio, apro la fica: «Vieni!» Preservativo stretto, entra piano, mi riempie. «Cazzo sì, in fondo!» Gambe intorno a lui, lo spingo: «Fottimi forte!» Pesto violento, squirto sul suo cazzo. Jérôme lecca Giulia, poi la incula di figa. Io cavalco Jérôme, vengo tre volte. Damien passa a Giulia: «Piano…» Entra, lei urla: «Più forte, mi spacca!» Orgasmi multipli. Lui sborra su pancia e tette, io lecco e bacio.
Affamati, mangiamo ridendo. Passiamo giorni a scopare, mescolati. Ma l’ultimo giorno, treno per l’aeroporto. Seduta, figa indolenzita, ricordo il sapore di sborra, il sudore salato, il cuoio del divano sotto il culo. L’anonimato totale, nomi finti, saluti frettolosi. Lontano da casa, tutto permesso. Ancora eccitata, tocco sotto la gonna. Che viaggio.