L’Incontro Selvaggio nel Lounge di Atene
Ero ad Atene per un weekend al mare, quel sole italiano che brucia la pelle, ma greca, intensa. Visita al Foro sotto il cielo azzurro, sudata, con il sapore di sale sulle labbra dal vento marino. Poi, stanca, lounge dell’hotel vicino all’aeroporto. Volare via domani, libertà assoluta, nessuno mi conosce qui.
Entro, aria condizionata che mi gela i capezzoli sotto il vestitino leggero. Divano in pelle nera, fresca contro le cosce. Lui è lì, un tipo strano, basso, un po’ brutto, barba incolta, occhi furbi. Sorseggia un ouzo, ride da solo. Mi siedo vicino, ‘Scusa, parli italiano?’. ‘Sì, sono di Roma, ma vivo ovunque’, dice con accento greca-italiano. Parliamo del Foro, di come la gente applauda cazzate, di vivere l’istante. ‘L’oblio del futuro, solo ora’, dice, e mi fissa la scollatura. Sento la tensione, il cuore batte, umidità tra le gambe.
La Tensione nel Lounge VIP
‘Perché no?’, sussurra, mano sulla mia coscia. Pelle d’oca, odore di sudore maschile misto a cuoio. ‘Camera mia, 5 minuti prima del tuo volo?’, propongo io, audace. Ridacchia, ‘Come Diogene, vivo semplice’. Saliamo, ascensore silenzioso, respiri pesanti. Porta 312, chiave magnetica, clic. Stanza buia, clim che ronza, lenzuola bianche fresche.
L’Esplosione di Passione
Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni. Cazzo duro, grosso, venoso, esce pulsando. ‘Mmm, che bestia’, dico leccandomi le labbra. Lo prendo in bocca, sapore salato, pre-eiaculazione appiccicosa. Geme, ‘Cazzo, troia italiana’. Mi alzo, mi sfilo le mutande, fica bagnata, gonfia. Mi siedo sopra, lo infilo piano, ‘Ahhh!’, piena, lui spinge su. Cavalcata selvaggia, tette che rimbalzano, sudore che cola. ‘Scopami forte!’, urlo. Mi gira, a pecorina, schiaffi sul culo, ‘Prendilo tutto!’. Entra e esce, bagnato, schiocchi, odore di sesso. Dita sul clitoride, vengo tremando, ‘Sììì!’. Lui accelera, ‘Vengo dentro?’, ‘SÌ!’. Sborra caldo, profondo, gocciola fuori.
Ansanti, corpi appiccicosi. ‘Meraviglioso, l’istante eterno’, dice ridendo. Doccia veloce, acqua tiepida, sapone che lava il peccato. Lo bacio, ‘Anonimi per sempre’. Scendo, lobby ancora profumata di lui. Treno per l’aeroporto, vibrazioni sui binari, fica dolorante, ricordo vivido. Finestra, luci di Atene, sorriso. Nessun nome, nessun rimpianto. Solo questa libertà, lontana da casa, dove tutto è permesso.