L’Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Milano
Ero partita da Roma per Palermo, vacanze al mare in Sicilia. Scalo a Milano Linate, ritardo assurdo. Notte in hotel vicino all’aeroporto, suite lussuosa. Sola, eh… marito e figli lontani. Libera, finalmente. Scendo al lobby lounge, ore 22. Sedili in pelle nera, morbidi contro la pelle. Clim gelida, brividi sulla schiena. Rumore sordo dei motori in lontananza, luce calda delle lampade. Indosso camicetta bianca buttonata, gonna grigia midi, tacchi. Caffè forte, amaro.
Entrano loro. Due bestioni per manutenzione notturna del piano bar del lounge. Il primo, nero come carbone, un metro novanta di muscoli puri. Capelli rasati, giubbotto di pelle attillato, jeans tesi sul pacco enorme. Dietro, l’italiano rossiccio, calvo, pancione su muscoli, salopette sporca. Mi guardano. Sorrido educata. ‘Buonasera, prego, accomodatevi.’ Parlano poco, grugniti. Spostano il piano con facilità, braccia tese, sudore che luccica. Io li seguo con gli occhi. Odore di uomo, maschio vero.
L’Incontro Inatteso nel Lounge VIP
Finito, escono. Sento dalla finestra aperta: ‘Quella figa borghese è uno schianto. Le ficcherei il mio cazzo nero in culo fino a romperla.’ L’altro ride: ‘Col tuo bestione la spacchi in due, troia vogliosa sotto la gonna da suora.’ Cuore impazzito. Rossego, calore umido tra le cosce. Lontana da casa, nessuno giudica. Urgenza del volo domani. Immagino quel cazzo grosso, venoso. Stringo le gambe, clitoride pulsa.
Li richiamo. ‘Scusate, serve aiuto in camera. Bagaglio pesante.’ Solo lui, il nero. Hassan, dice. Occhi famelici. In ascensore, silenzio elettrico. Porta bagaglio, io sfioro braccio. Pelle calda, salata. Entro in suite, clim a palla, brividi. Chiudo porta. ‘Grazie… ma non è bagaglio.’ Mi giro, lo bacio. Bocca vorace, lingua invadente. Mani sue su tette, slaccio camicetta. ‘Cazzo, sei una troia italiana.’ ‘Sì, scopami, straniero. Forte.’