La Mia Follia nel Lounge dell’Hotel al Mare: Un Estraneo Indimenticabile
Ero partita da Roma per un weekend veloce in Sicilia, al mare di Taormina. Volo low-cost, atterraggio sotto il sole cocente, aria salmastra che ti entra nei polmoni. Sudavo già mentre trascinavo la valigia verso l’hotel sul lungomare. Check-in rapido, e mi dirigo al lounge VIP del lobby. Divani in cuoio nero, appiccicosi per l’umidità, aria condizionata che ti gela la pelle sudata. Ordino un prosecco fresco, il bicchiere gelato contro le labbra.
Lì, seduto di fronte, un tipo straniero. Alto, sui 50, occhi azzurri penetranti, camicia sbottonata che lascia intravedere il petto villoso. Belga, credo, dall’accento. Mi guarda, sorride. ‘Bella vacanza?’, mi fa. Io annuisco, gambe accavallate, gonna leggera che sale un po’. Parliamo. Viaggio d’affari per lui, dice. Io, libera, lontano da casa, da tutto. L’eccitazione dell’ignoto mi sale dentro. Le sue mani grandi sul bicchiere, immagino su di me. ‘Sei italiana, vero? Si vede dal fuoco negli occhi’, sussurra. Rido, arrossisco. La tensione cresce, aria elettrica. ‘Andiamo di sopra?’, propongo io, diretta. Lui esita un secondo, poi annuisce. Urgenza del mio volo domani mattina.
L’Incontro Casuale nel Lobby Caldo
Saliamo in camera mia, piano 5, vista mare. Porta che sbatte, clim che ronza fredda contro il nostro calore. Lo spingo sul letto, lo bacio famelica. Lingue che si intrecciano, sapore di sale sulla sua pelle, sudore del viaggio. Gli slaccio la camicia, mani sul petto, capezzoli duri. ‘Cazzo, sei calda’, geme lui. Io gli abbasso i pantaloni, il cazzo balza fuori, grosso, venoso, cappella gonfia. Lo prendo in mano, lo accarezzo piano, poi lo lecco dalla base alla punta. Gusto salato, pre-eiaculato che cola. Lui mi afferra i capelli, ‘Succhia, troia italiana’. Io ingoio, gola piena, su e giù, saliva che cola sul mento. Lui ansima, ‘La tua bocca è un paradiso’.
La Passione Esplosiva nella Camera
Mi stendo, apro le gambe. ‘Leccami la fica’. Lui si tuffa, lingua ruvida sul clitoride, succhia forte. Io gemo, ‘Sì, lì, più forte!’. Mi bagna tutta, dita dentro, due, tre, che mi aprono. Odore di sesso, umido, marino. Mi gira a pecorina, cuoio del letto che scricchiola sotto le ginocchia. Mi sbatte il cazzo dentro, fino in fondo. ‘Prendilo tutto!’, grugnisce. Io urlo, ‘Fottimi duro, straniero!’. Spinte violente, palle che sbattono sul mio culo, fica che stringe. Vengo prima io, spasmi, squirto sul letto. Lui continua, mi afferra i fianchi, ‘Sto per venire’. ‘Dentro, riempimi!’, lo imploro. Spara jet caldi, trabocca, cola sulle cosce.
Ci laviamo sotto la doccia, acqua calda che lava il sudore, mani che esplorano ancora. Baci lenti, corpi appiccicati. ‘Tornerai?’, mi chiede. Io sorrido, ‘Forse’. Scendo da sola, notte stellata, onde che rombano. Al mattino, check-out, taxi per l’aeroporto. Sul volo di ritorno, seduta al finestrino, sole che cala sul mare. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore, i gemiti. Anonymat totale, nessuno sa. Libera, eccitata ancora. Chissà se lo rivedrò. Ma quel weekend… puro fuoco.