L’Avventura Selvaggia nel Capanno dell’Aeroporto di Fiumicino
Ero in viaggio per le mie vacanze al mare in Sicilia, scalo a Fiumicino. Sole cocente fuori, ma dentro il lounge VIP, aria gelida della clim che mi fa venire i brividi. Cuoio dei divani che scricchiola sotto il mio culo, odore di caffè forte e sudore misto. Mi siedo al bar, gonna corta, gambe accavallate, guardo gli schermi dei voli. Nervosa, sai, l’urgenza del prossimo aereo mi eccita già.
Entra lui. Cinquantenne, corpo da manovale, spalle larghe, cappello di pelle consumato. Occhi chiari, labbra carnose. Lavora qui, manutenzione piste, tipo. Si appoggia al bancone, ordina una birra. ‘Bella italiana, in transito?’, mi fa con accento romano grezzo. Sorrido, ‘Sì, per il mare. Tu qui tutto il giorno?’. Flirta, mano sulla mia coscia, ‘Vieni, ti mostro un posto dove il tempo si ferma’. Cuore che pompa, libertà lontana da casa, nessuno mi conosce. Lo seguo fuori, verso le piste, rumore assordante dei motori, calore umido che sa di kerosene e sale marino.
L’Incontro Casuale nel Lounge e la Tensione che Sale
Arriviamo a un capanno isolato, vicino agli hangar. Porta di legno vermiglio, dentro attrezzi, sedie grezze, tavolo malandato. ‘Qui comando io’, ringhia, chiude la porta. Mi gira, mani grosse sulla vita, mi piega sul tavolo. Retrò la gonna, mutande giù. ‘Cazzo, che fica bagnata’, mormora. Io tremo, eccitata dall’ignoto. Sento la sua zip, il ceffone del suo cazzo enorme contro il mio culo. Enorme, porca troia, venoso, cappella viola gonfia come un fungo.
Non entra subito. Si mette in ginocchio, allarga le chiappe, lingua dentro. Lecca la fica, il clitoride, fino al culo. ‘Buona, salata di eccitazione’, dice. Gemo, ‘Leccami forte, stronzo’. Succhia, infila dita, io spingo indietro. Poi si alza, sputa sul cazzo, lo punta. Un colpo secco, metà dentro. ‘Aaaah!’, urlo, dolorante e vogliosa. Spinge, spacca la fica, ogni affondo mi deforma la pancia. ‘Prendilo tutto, puttana in transito’, grugnisce. Io, ‘Sì, scopami duro, fammi male’. Batte le palle pelose sul mio clito, ritmo da bestia, sudore che cola, odore di uomo, di sesso crudo.
Il Sesso Esplosivo e Senza Freni nel Capanno Nascosto
Mi afferra i fianchi, ruggisce, sbatte violento. Sento le vene pulsare, il cazzo gonfiarsi. ‘Vengo!’, avverte. Io, ‘Dentro, riempimi!’. Contrae il culo muscoloso, spara. Caldo, denso, fiotti di sborra che mi inondano la fica. Esce di botto, un rivolo bianco cola dalle labbra gonfie, il buco spalancato palpita. Resto lì, ginocchia molli, contro il tavolo ruvido, clim assente, solo afa e puzza di sperma.
Lui si riveste, prende una sigaretta, ‘Torna quando vuoi, bella’. Esce. Io mi pulisco con un fazzoletto, gonna su, trucco rifatto. Corro al gate, aereo che romba, sedile vibra. Ricordo il suo cazzo, la sborra che ancora gocciola nelle mutande. Anonimato totale, nessuno sa. Lontana da casa, libera, eccitata dal prossimo scalo. Che viaggio, cazzo.