La Mia Follia Erotica nel Lounge della Spiaggia Siciliana
Ero in vacanza in Sicilia, a Taormina, hotel sul mare con vista sulle onde che sbattono. Sole italiano cocente, pelle appiccicosa di sale e sudore. Entro nel lounge VIP, divani in cuoio caldo sotto il culo, aria condizionata che mi fa venire i brividi. Ordino un prosecco fresco, sorso che pizzica la lingua. Lo vedo lì, straniero, alto, muscoli tesi sotto la camicia aperta, occhi scuri che mi squadrano. Sorriso complice, ci avviciniamo al bancone. ‘Bella italiana?’, mi dice con accento francese. Io rido, ‘E tu turista randagio?’. Mani che sfiorano bicchieri, ginocchia che si toccano. Domani prendo il treno per Palermo, urgenza nel ventre. ‘Andiamo fuori?’, sussurro. Annuisce, mi prende la mano.
Camminiamo verso la spiaggia al tramonto, sentierino tra arbusti e dune basse, protette da pini. Nessuno ci vede, odore di resina e mare salmastro. Ci fermiamo in un boschetto minuscolo, preservativi sparsi a terra, storia di altri come noi. Mi spinge contro un tronco ruvido, bocca sulla mia, lingua che invade, sapore di rum e sale. Mani sotto il vestito leggero, clitoride già gonfio. ‘Voglio te’, ansimo. Lui slaccia i pantaloni, cazzo spunta, grosso, venoso, almeno 20 cm, cappella viola lucida. Lo afferro, caldo in mano, pelle che scivola sul glande. Mi inginocchio sulla sabbia tiepida, foglie che frusciano. Lo lecco dal basso, gusto muschiato, sudore di giornata. Lo prendo in bocca, gorgoglio, cerco di ingoiare tutto ma è troppo, mi soffoca dolce. Lui geme, ‘Cazzo, che bocca…’. Succhio le palle pelose, ruvide, poi torno sul cazzo, lo sego forte.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Mi alzo, ‘Prendimi, scopami il culo, qui nessuno ci giudica’. Si eccita, mi gira, abbassa mutandine. Lecca la figa prima, lingua bagnata che entra, poi su per il culo, umido e insistente. Dita dentro, una, due, apro le chiappe. ‘Sei stretta, troia italiana’. Dal borsa tira lubrificante e preservativo, me lo srotola sul cazzo duro. Mi metto a pecorina, sabbia che graffia i ginocchi, vento caldo sulla schiena nuda. Sfrega la cappella sul buco, trepido, ‘Dai, entra…’. Spinge piano, dolore che brucia, poi piacere esplode quando passa l’anello. ‘Ahhh!’, gemo rauco. Dentro fino in fondo, palle contro fica. Pompe lente prima, poi veloci, schiocchi umidi, ‘Il tuo culo è paradiso!’. Stringo muscoli, lui mi scopa forte, mani sui fianchi, schiaffi sulle chiappe. Sento un altro uomo vicino, si tocca guardando, cazzo medio in mano. Non mi fermo, eccitazione doppia. Vengo squirting, figa che cola, culo che pulsa sul suo cazzo. Lui accelera, ruggisce, sborra nella gomma.
Lo tiro fuori, gli sfilo il preservativo, succhio il mix di sborra e mio succo, caldo e salato, ingoio tutto. Mi bacia il collo, ‘Tornerai?’. ‘Forse’, sorrido. Rientro in hotel, doccia fredda, clitoride ancora sensibile, aria della stanza che mi gela la pelle bollente. Domani treno per casa, finestrino sul mare che sfreccia, ricordo vivido: quel cazzo nel culo, l’anonimato totale, libertà di puttana in vacanza. Nessuno sa, e io rivivo l’orgasmo nei sobbalzi dei binari. Che viaggio, cazzo.