La Mia Avventura Erotica nel Lounge dell’Hotel a Parigi
Ero partita da Roma per un viaggio d’affari a Parigi. Volo notturno, arrivo stanca ma eccitata dall’ignoto. Lontana da casa, da mio marito, da tutto. Nessun giudizio qui. Entro nel lounge VIP dell’hotel vicino all’aeroporto Charles de Gaulle. Il cuoio morbido delle poltrone accarezza le mie cosce sotto la gonna leggera. Aria condizionata ghiacciata sulla pelle, ancora calda dal sole italiano. Rumore lontano dei motori, bicchieri che tintinnano. Ordino un aperitivo fresco, seduto lì c’è lui. Straniero, occhi scuri, sorriso da predatore. ‘Sei italiana, vero? Quel fuoco negli occhi.’ Parlo con lui, Marco, francese con origini italiane. Flirt immediato. Le sue dita sfiorano il mio ginocchio sotto il tavolo. Brividi. ‘Dimmi di te.’ Gli racconto bugie piccanti, lui ride. La tensione sale, il mio sesso si bagna. ‘Ho una camera al piano di sopra. Vieni?’ Esito un secondo. Il mio volo tra tre ore. Perfetto, urgenza pura. ‘Sì.’
Saliamo in ascensore, mani ovunque. Camera buia, clim che ronza, lenzuola fresche. Mi spinge contro la porta, bacia il mio collo. Sapore di sudore salato sulla pelle. ‘Spogliati.’ Obbedisco, reggiseno cade, i miei seni liberi. Lui li lecca, morde i capezzoli duri. Gemo. ‘Apri le gambe.’ Mi siedo sul letto, cosce spalancate. La sua lingua sulla figa rasata, liscia come seta. La succhia, clit torreggiante. ‘Sei bagnata fradicia.’ Infilo dita nei suoi capelli, lo spingo dentro. Poi il suo cazzo, grosso, venoso. Me lo sbatte in bocca. ‘Succhia, troia italiana.’ Lo prendo tutto, gola piena, saliva che cola. Mi gira, a pecorina. ‘Vuoi nel culo?’ Paura e voglia. ‘Sì, piano.’ Lubrifica con la mia eccitazione, spinge la cappella. Brucia, poi estasi. Entra piano, mi riempie. ‘Cazzo, che stretto.’ Pompa forte, palle che sbattono sul mio clitoride. Orgasmo mi squassa, urlo. ‘Vengo!’ Lui continua, mi scopa il culo senza pietà. ‘Senti come ti apro.’ Segundo orgasmo, gambe tremano. Mi sfila, mi gira, sborra sulla pancia, caldo getti. Ansimo, sudata, distrutta.
L’Incontro Fortuito nel Lounge e la Tensione che Sale
Mi rivesto di fretta. ‘Devo prendere il volo.’ Lui sorride. ‘Torna presto.’ Esco, aria fresca del corridoio. In aeroporto, seduta al gate, il culo ancora pulsante, figa gocciolante. Ricordo ogni spinta, il suo odore muschiato, il rumore dei nostri corpi. L’anonimato totale, nessuno sa. Lontana da casa, libera. Il cuore batte forte mentre l’aereo decolla. Non vedo l’ora di un’altra fuga.