La Mia Avventura Erotica sul Mare: Sesso Caldo con uno Sconosciuto in Hotel
Ero a Sorrento per un weekend di lavoro, ma il sole italiano mi ha fatto venire voglia di mare. Hotel sul lungomare, lobby con divani di cuoio caldo che si appiccica alle cosce sotto la gonna leggera. Sudavo un po’, aria condizionata che mi accarezzava la pelle. Mi siedo al bar del lounge, ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.
Entra lui: alto, atletico, capelli mossi neri, occhi verdi che brillano sotto le luci soffuse. Straniero, forse francese, camicia aperta sul petto abbronzato. Si siede vicino, ‘Buonasera, bella italiana’, sorride. Parliamo, risate facili. Il suo accento mi fa fremere. ‘Sei qui per lavoro? Io in vacanza.’ Mani che sfiorano il bicchiere, sguardi che si incastrano. Sento l’eccitazione dell’ignoto, lontana da casa, nessuno mi giudica.
L’Incontro nel Lounge e la Tempesta
Fuori, il cielo si oscura. Tuoni, pioggia improvvisa che flagella le vetrate. ‘Vieni nella mia stanza, ti asciugo’, dice con voce bassa, rauca. Esito un secondo, poi lo seguo. Ascensore, odore di cuoio e colonia maschile. Camera con vista mare, balcone chiuso, rumore delle onde misto a pioggia. Sono bagnata, vestiti appiccicati. Lui prende un asciugamano, mi avvolge i capelli. Mani ferme sulla nuque, scendono piano sul collo. ‘Sei stupenda’, sussurra. Tremino, ma non di freddo.
Mi toglie la blusa, reggiseno gocciolante. Seni liberi, capezzoli duri per l’aria fresca. ‘Dio, che tette perfette’, dice, palmi che li stringono, bocca che li succhia. Lingua che gira sul capezzolo, denti leggeri. Geme, io gemo. Gonna giù, mutande zuppe. Le fa scivolare, dita sulla fica già bagnata. ‘Sei fradicia, troia italiana.’ Rido nervosa, ma apro le gambe. Dita dentro, due, tre, mi scopa con le mani. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo duro salta fuori, grosso, venoso, cappella rossa.
La Scopata Esplosiva e l’Addio Anonimo
Lo prendo in bocca, gusto salato pre-eiaculazione. Succhio forte, lingua sul frenulo. ‘Cazzo, sì, così.’ Mi sdraio sul letto, lenzuola fresche contro la pelle bollente. Mi lecca la fica, lingua dentro, su clitoride gonfio. ‘Hai un sapore divino, misto a pioggia.’ Vengo urlando, corpo che si inarca, pareti della fica che pulsano. Lui sale, cazzo contro entrata. ‘Ti sfondo?’ ‘Sì, scopami duro.’ Entra piano, poi spinge, mi riempie tutta. Colpi profondi, palle che sbattono sul culo. Sudore che cola, odore di sesso, clim che ronza.
Giro, a pecorina, gli stringo le palle. ‘Sborra dentro, non mi tiro indietro.’ Aumenta ritmo, grugnisci, mi afferra i fianchi. ‘Prendilo tutto!’ Esplode, sperma caldo che mi inonda. Io vengo di nuovo, fica che lo munge. Crolliamo, corpi appiccicosi, risate affannate.
Mezz’ora dopo, mi rivesto. ‘Devo prendere il treno per Napoli.’ Bacio veloce, ‘Grazie, sconosciuto.’ Esco, aria salmastra, sole che rispunta. Sul binario, treno che vibra, ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore del suo sperma, la fica ancora sensibile. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Chissà se lo rivedrò mai. Ma ora, sorrido, eccitata dal prossimo viaggio.