La Mia Scopata Torrida Durante lo Scalo a Malpensa
Ero in viaggio d’affari verso Parigi, un volo con scalo a Malpensa. Estate italiana, afa fuori, ma dentro il lounge VIP dell’aeroporto, aria gelida della clim che mi fa venire i brividi sotto il vestitino leggero. Sedili di cuoio morbido, odore di caffè forte e pelle conciata. Mi siedo con un prosecco in mano, gambe accavallate, sentendo il calore tra le cosce. Lontana da casa, da Roma, nessuno mi conosce. Libertà pura.
Lo vedo entrare. Francese, sui 40, elegante, giacca su misura, barba incolta, occhi che mi squadrano subito. Si siede vicino, ‘Buonasera, signorina. Scalo noioso?’. Sorrido, ‘Sì, ma ora meno’. Parliamo, flirt leggero. Si chiama Gabriel, bijoutier di Parigi. Mani sottili, anello d’oro che luccica. Mi sfiora il braccio, pelle d’oca. ‘Hai un profumo che mi fa impazzire’, dice. Io arrossisco, ma gli dico ‘E tu mi fai bagnare le mutandine’. Ride, basso. Tensione sale. Il suo ginocchio tocca il mio, cuoio che scricchiola. Fuori, rombo motori. Il mio volo tra un’ora. Urgenza che eccita.
L’Incontro Casuale nel Lounge e la Tensione che Sale
‘Vieni, ho una stanza all’hotel dell’aeroporto. Solo mezz’ora’, sussurra. Annuisco, cuore che batte. Camminiamo veloci, corridoio asettico, chiave magnetica. Porta si chiude, clim ronzante, letto king size con lenzuola bianche. Lo spingo contro il muro, lo bacio famelica. Lingue che si intrecciano, sapore di whisky sul suo alito. Mani sue sul mio culo, mi strizza. ‘Cazzo, che fica stretta avrai’, geme. Mi strappa il vestitino, reggiseno cade. Tette sode, capezzoli duri come sassi. Le succhia, mordo labbro.
In ginocchio, gli slaccio pantaloni. Cazzo enorme, venoso, cappella viola gonfia. ‘Mmm, che bel pisello’, dico. Lo lecco dalla base, saliva che cola. Lo prendo in bocca, su e giù, gola profonda. Geme ‘Brava troia italiana, succhialo tutto’. Mi infilo due dita in fica, già fradicia, umida. Mi alzo, lo spingo sul letto. Monto sopra, guida cazzo nella mia passera rasata. ‘Ahhh, sììì!’, urlo. Scendo piano, lo sento aprirmi, riempirmi. Cavalcata selvaggia, tette che rimbalzano, sudore salato sulla pelle. ‘Scopami forte, fammi sborrare dentro!’, imploro.
L’Esplosione di Passione nella Stanza Privata
Mi gira, a pecorina. Mi sbatte, pacche sul culo che bruciano. ‘La tua fica è una figa da sogno, stretta e bagnata’. Dita sul clitoride, vengo tremando, pareti che pulsano sul suo cazzo. Lui accelera, ‘Sto venendo, troia!’. Sborra caldo, fiotti dentro, cola fuori. Crollo, fiato corto, odore di sesso nell’aria. Bacio veloce, ‘Grazie, amore’. Si riveste, ‘Torna a Parigi, ti aspetto’.
Corro al gate, mutandine zuppe di sborra, fica dolorante e soddisfatta. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore salato, il rombo aerei che copriva i gemiti. Anonimato totale, solo un numero di volo. Lontana da casa, ho scopato uno sconosciuto come una puttana libera. Non vedo l’ora del prossimo scalo.