La Mia Avventura Erotico nel Bagno dell’Hotel dopo il Treno

Mancano cento chilometri all’arrivo a Napoli. Adoro il treno per i viaggi d’affari, ma oggi, con questa pioggia incessante da sei ore, invidio chi è in auto al caldo. I muscoli sono rigidi, l’acqua ha inzuppato i vestiti, gocciola dalla visiera. Penso solo al bagno caldo in hotel, alla libertà di questa città lontana da casa, dove nessuno mi conosce. L’urgenza del mio volo domani mattina mi eccita già.

Entro in stazione fradicia, trascino la valigia verso l’hotel lì vicino. Nel lobby, aria condizionata che mi gela la pelle umida, odore di caffè e cuoio dei divani nel lounge VIP. Lui è lì, seduto al bar, un tipo atletico sui 35, camicia bianca aperta sul petto abbronzato, occhi scuri. Sembra francese, in viaggio d’affari come me. I nostri sguardi si incrociano. ‘Piove forte, eh?’, dico sorridendo, sedendomi vicino. ‘Già, ma tu sembri una sirena bagnata’, risponde con accento sexy, porgendomi un prosecco. La sua mano sfiora la mia, calda contro la mia pelle fredda e salata di sudore e pioggia.

L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale

Parliamo, gambe che si toccano sul cuoio morbido del divano. Sento l’eccitazione montare, l’anonimato del lounge ci avvolge. ‘Ho bisogno di un bagno caldo, vengo su con te?’, mi sussurra all’orecchio, il suo respiro sul collo. Esito un secondo, poi: ‘Sì, ma solo per asciugarmi’. Saliamo in camera, la clim ronza bassa, aria umida come la mia fica già gonfia.

Chiudo la porta, mi tolgo il vestito leggero, resto in lingerie bagnata. Lui mi guarda, cazzo già duro nei pantaloni. ‘Faccio scorrere l’acqua’, dico, versando bagnoschiuma. Tre colpi alla porta del bagno. ‘Posso entrare?’. ‘Vieni’. Entra con un joint acceso. ‘Per rilassarti, bellezza’. Si siede sul bordo vasca, fuma, chiacchieriamo banale. Ma i miei occhi sul suo pacco gonfio, la sua mano che sfiora l’acqua vicino alla mia coscia.

‘L’acqua è perfetta, fai posto?’, dico io stavolta, alzandomi nuda. La sua faccia: stupore puro. Mi giro, lascio scivolare la culotte, gli mostro il culo sodo, la fica rasata che brilla. Mi siedo di fronte, gambe sulle sue, piedi sotto le sue spalle. Le nostre pelli si toccano, elettricità. La mia mano sul suo ginocchio, sale lenta sulla coscia. Sento il suo cazzo pulsare. Le sue mani sulle mie chiappe.

La Passione Esplosiva e il Ricordo Ardente

Mi piego, lo bacio famelica, lingue che si intrecciano, sapore di fumo e prosecco. Mi strofino sulla sua erezione, la fica bagnata sul suo pube. ‘Cazzo, sei bollente’, geme. La mia mano tra le sue gambe, afferro il suo cazzo duro, grosso, lo pompo piano sott’acqua. Lui infila dita nella mia fica, mi scopa con due dita, il clito che pulsa.

Mi alzo, lo cavalco, guida il suo cazzo alla mia entrata. Scendo lenta, lo sento riempirmi, ‘Oh sì, scopami forte’. Ondeggio, tette che rimbalzano, lui le succhia i capezzoli duri. Gemo, ‘Più veloce, fammi venire’. La fica si contrae, vengo urlando, succhiandolo dentro. Lui mi ribalta, mi scopa da dietro nel bagno, schiaffi sul culo, ‘Ti riempio la fica’. Sborra caldo dentro di me, in spasmi infiniti.

Usciamo dall’acqua, asciughi corpi sudati. In camera, sul letto, lo lecco tutto: cazzo ancora semiduro, palle, culo. Mi mangia la fica, lingua sul clito, mi fa venire di nuovo, squirt sul suo viso. Poi mi scopa missionario, unghie nella schiena, ‘Vieni nella mia bocca stavolta’. Lo spingo giù, lo cavalco in 69, poi lo finisco succhiando, ingoio ogni goccia.

All’alba, lo saluto con un bacio, ‘Parto ora, anonimi per sempre’. Sul treno di ritorno, il rumore dei motori, calore del sole italiano che filtra, cazzo… pardon, la mia fica ancora dolorante, sorriso sulle labbra. L’anonimato totale, la libertà di lontano da casa. Che viaggio.

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