La Mia Scopata Urgente nel Lounge dell’Aeroporto di Roma

Ero all’aeroporto di Roma, in attesa del mio volo per Palermo. Vacanze in Sicilia, sole cocente fuori, ma dentro il lounge VIP, l’aria condizionata mi gelava la pelle. Sudavo ancora dal taxi, quel sapore di sale sulle labbra. Mi siedo sul divano in pelle nera, morbido, appiccicoso contro le cosce nude sotto il vestitino leggero. Un prosecco in mano, guardo intorno. Pochi viaggiatori, tutti anonimi.

Poi lo vedo. Alto, straniero, forse francese, camicia sbottonata sul petto abbronzato. Occhi che si incrociano. Sorride, si avvicina. ‘Posso unirimi?’ dice con accento sexy. ‘Certo’, rispondo, sentendo un brivido. Parliamo. Viaggio d’affari per lui, dice. Io, libertà dalle routine, lontana da casa, nessuno che giudica. Il suo ginocchio sfiora il mio. Caldo del suo corpo contro la pelle fresca. Ordiniamo un altro drink. Le sue dita sfiorano il mio braccio, elettricità. ‘Sei bellissima’, sussurra. Io arrossisco, ma dentro ribollo. L’urgenza del volo, i motori che ronzano lontano, mi eccitano di più.

L’Incontro nel Lounge VIP e la Tensione che Sale

‘Ho una stanza al motel dell’aeroporto, cinque minuti’, dice all’improvviso. Cuore che batte forte. ‘Andiamo’. Ci alziamo, mani che si sfiorano nel corridoio. L’ascensore, soli, mi bacia. Labbra calde, lingua che invade. Mani sul mio culo, stringe. Esco dall’ascensore con le mutandine già bagnate. Camminiamo veloci, il rumore dei tacchi sul pavimento lucido.

Entriamo in camera. Porta sbattuta. Mi spinge contro il muro, freddo del muro sulla schiena. ‘Ti voglio ora’, ringhia. Strappa il vestitino, tette libere. Le succhia i capezzoli, duri come sassi. Io gemo, ‘Sì, più forte’. Le mie mani sul suo cazzo, già duro attraverso i pantaloni. Lo tiro fuori, grosso, venoso, cappella gonfia. Lo prendo in bocca, gusto salato del presborra. Succhio avida, gola profonda, lui ansima ‘Cazzo, che troia’. Mi alza la gonna, dita nella fica fradicia. ‘Sei inzuppata’, dice ridendo.

L’Esplosione di Passione e il Sesso Senza Freni

Mi butta sul letto, lenzuola fresche di bucato. Mi apre le gambe, lecca la fica, lingua su clitoride, succhia le labbra gonfie. Io urlo, ‘Leccami, sì!’. Due dita dentro, pompa veloce, vengo tremando, schizzi sul suo viso. ‘Ora ti fotto’. Si mette il preservativo, entra di colpo. Cazzo che riempie, doloroso e delizioso. Spinge forte, palle che sbattono sul culo. Io graffio la sua schiena, ‘Più profondo, scopami!’. Cambiamo, cavalco, tette che rimbalzano, clito sfrega sulla sua peluria. Lui sotto, ‘Stringi quel cazzo’. Gemo parole sporche, ‘Voglio la tua sborra’.

Si gira, a pecorina. Mi prende i fianchi, martella. Rumore bagnato, pelle che schiocca. ‘Sto venendo!’, grida. Sento pulsare, riempie il preservativo. Io vengo di nuovo, fica che contrae. Crolliamo sudati, odore di sesso nell’aria, clim che ronza.

Guardo l’orologio. Volo fra mezz’ora. ‘Devo andare’, dico. Ci rivestiamo veloci. Un bacio ultimo, salato di sudore. ‘Torna a Roma’, sussurra. Corro al gate, gambe molli, fica che pulsa ancora. Sul aereo, seduto, ricordo ogni spinta, il suo cazzo in bocca. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Lontana da casa, libera, pronta per altre avventure.

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