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La Mia Avventura nel Lounge dell’Aeroporto: Sesso con uno Sconosciuto

Ero in scalo a Fiumicino, diretta a Barcellona per un viaggio di lavoro. Caldo afoso fuori, ma dentro il lounge VIP l’aria condizionata gelida mi accarezzava la pelle. Sudavo ancora per il sole romano, gusto di sale sulle labbra. Mi siedo su un divano di cuoio morbido, scricchiola sotto il mio culo. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.

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Lo vedo entrare, un francese tipo Olivier, bello gosse con mani grandi e sorriso da baratineur. Capelli scompigliati, maglietta aderente che mostra muscoli da calciatore. Parla di foot, birre, mi dice ‘Ciao bella italiana, sembri una che sa divertirsi’. Ridiamo, chiacchieriamo. ‘Amatore di Champions League?’, gli chiedo. ‘E di curve come le tue’, risponde, occhi che scivolano sul mio décolleté. La tensione sale, gambe che si sfiorano per caso. Sento il suo profumo misto a sudore, eccitante. ‘Il mio volo è tra un’ora’, sussurro. ‘Basta per conoscerci meglio’, dice lui, mano sulla mia coscia.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

Ci alziamo, andiamo verso i bagni del lounge, isolati. Urgenza del partenza mi fa tremare. ‘Vieni, non resisto’, mi dice spingendomi dentro. Chiude la porta, mi bacia vorace. Lingue che si intrecciano, sapore di birra nelle sue labbra – aveva bevuto prima. Mani ovunque, mi slaccia il vestito, reggiseno che salta. Succhia i miei capezzoli duri, ‘Cazzo, che tette perfette’. Io gli abbasso i pantaloni, cazzo grosso già duro, vene gonfie, cappella umida. ‘Lo voglio in bocca’, dico. Mi inginocchio sul pavimento freddo, lo prendo tutto, linguale che gira intorno, succhio forte. Geme, ‘Brava troia italiana, succhia bene’. Gusto salato del presperma, capelli suoi tra dita.

L’Esplosione di Passione e il Ricordo Torride

Mi alza, mi gira contro il muro. ‘Allarga le gambe’, ordina. Sento la sua cappella spingere sulla fica bagnata, entro di colpo. ‘Ah sì, scopami forte!’, grido. Spinge ritmico, palle che sbattono sul mio culo, rumore bagnato. Clim della stanza ci gela la pelle sudata, ma dentro brucio. Mi afferra i fianchi, ‘Sei strettissima, cazzo’. Io mi muovo contro, clitoride che sfrega, vengo urlando piano per non farci beccare. Lui accelera, ‘Sto per sborrarti dentro’. ‘Sì, riempimi!’, ansimo. Sborra calda che mi inonda, gocciola sulle cosce. Resta dentro un attimo, respiri affannati, odore di sesso nell’aria.

Ci rivestiamo veloci, baci rapidi. ‘Grazie per il ricordo’, dice con occhi complici. Esco, gambe molli, risalgo sull’ascensore verso il gate. Motori degli aerei ruggiscono fuori, mi siedo al mio posto, fica ancora pulsante, sborra che cola piano nelle mutande. Nessun nome, solo anonymat totale. Lontana da casa, libera, nessuno mi giudica. Ripenso al suo cazzo in bocca, al sapore, all’urgenza. Sorriso segreto, eccitazione che dura tutto il volo. Chissà se lo rivedrò mai. Ma è perfetto così.

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