La Mia Notte Infuocata con Alban nel Lounge di Pointe-Noire
Ero in viaggio d’affari a Pointe-Noire, in Congo. Caldo umido che ti si appiccica alla pelle, come una carezza appiccicosa. Lontana da Roma, da tutto. Libera. Nessun giudizio, solo l’eccitazione dell’ignoto. Arrivo in hotel stanca, ma il lounge mi chiama. Luci soffuse, divani in pelle nera che scricchiolano sotto il culo. Odore di rum e sigari. Mi siedo al bar, gonna corta, top scollato. Sudore salato sul décolleté.
Lo vedo lì. Alban. Alto, muscoli scolpiti sotto la camicia bianca. Ingegnere del petrolio, dice. Voce profonda, accento che mi fa fremere. Mi offre un drink. ‘Bella italiana, sembri persa.’ Rido, inclino la testa. Gambe accavallate, lo sfido con lo sguardo. Parliamo. Di mare, di notti brave. La sua mano sfiora la mia coscia. Pelle d’oca. Il cuore batte forte. ‘Hai occhi che promettono guai,’ mi sussurra. Io: ‘E tu un cazzo che voglio vedere.’ Diretto. Urgente. L’aereo parte domani. Tempo zero.
L’Incontro Casuale nel Lounge Caldo
Mi alzo, lo trascino verso l’ascensore. Porte che si chiudono, bacio famelico. Lingue che duellano, sapore di whisky e sale. Mani ovunque. La sua sul mio culo, stringe. Io palpo il suo pacco. Duro, grosso. ‘Cazzo, sei una bestia.’ Sale in camera. Clim gelida che mi intirizzisce i capezzoli. Li lecca, li morde. ‘Spogliati, troia italiana.’ Obbedisco. Nuda, pelle bianchissima contro la sua nera. Sole cocente del giorno ancora sulla mia pelle, gusto di sale marino dalla spiaggia vicina.
Mi butta sul letto. King size, lenzuola fresche. Mi apre le cosce. ‘Guardati, bagnata fradicia.’ Dita dentro, due, tre. Gemo. ‘Più forte, Alban!’ Lingua sul clito, vortica. Succhia. Io tremo, unghie nei suoi capelli rasati. ‘Ti sfondo questa figa bianca.’ Si alza, pantaloni giù. Cazzo enorme, venoso, cappella viola. Lo prendo in bocca. Gorge profonda, sbavo. Gola piena, occhi lacrimanti. ‘Brava puttana.’ Mi sbatte la testa.
L’Esplosione di Piacere nella Camera
Mi gira, a pecorina. Spinge dentro. ‘Ahhh! Cazzo, spacca!’ Pieno, fino in fondo. Colpisce l’utero. Ritmo selvaggio, palle che sbattono sul mio clito. Sudore che cola, mescolato al mio umore. ‘Prendilo tutto, femmina!’ Grido sì. Mani sul culo, schiaffi. Rossi. Dolore dolce. Mi tira i capelli. ‘Sei mia stasera.’ Cambio posizione. Cavalcata. Lo cavalco, tette che rimbalzano. Succhio i suoi capezzoli duri. Odore muschiato, maschio.
Vengo prima. Esplosione, squirto sul suo cazzo. Lui resiste. Mi ributta giù, missionario. Gambe sulle spalle. Penetra profondo. ‘Sborro dentro!’ Sì, riempimi! Caldo, fiotti che colano. Grugnisce, trema. Io contrao, munto ogni goccia. Esausti. Baci lenti, corpi appiccicati. Clim che ronza, fuori rumori di motori lontani.
Domani l’aereo. Mi vesto, lui dorme. Bacio sulla fronte. ‘Grazie, sconosciuto.’ Esco. Lobby vuoto, pelle ancora che brucia. In aereo, sedile vibra coi motori. Ricordo il suo cazzo, il sapore di sborra in gola. Anonymato totale. Lontana da casa, ma quel fuoco italiano arde ancora. Torno a Roma cambiata. Pronta per il prossimo.