La Mia Escale Infuocata nel Lounge dell’Hotel al Mare
Ero arrivata in Sicilia per una vacanza al mare, sola, libera. Niente legami, niente giudizi. Il sole italiano mi aveva già arrostita la pelle, quel sale che pizzica sulle labbra dopo un bagno. L’hotel era uno di quelli con vista sul Mediterraneo, lobby con lounge VIP tutto in pelle e vetro, aria condizionata che ti gela le ossa contrastando il caldo fuori. Mi siedo al bar, shorts bagnati ancora addosso, capelli umidi. Ordino un prosecco fresco, ghiacciato.
Lui entra, straniero, sui quarantacinque, grigio ai lati, occhi neri intensi come il mio caffè del mattino. Camicia sbottonata sul petto abbronzato, pantaloni larghi. Si appoggia al bancone, ordina un whisky. I nostri sguardi si incrociano. ‘Bella spiaggia oggi, eh?’, dice con accento francese, sorridendo. Io annuisco, ‘Sì, ma il sale sulla pelle è il meglio’. Ridiamo. Parliamo di viaggi, di libertà. ‘Sei qui da sola?’, mi chiede. ‘Sì, e tu?’. ‘Stesso, affari finiti, volo domani’. L’urgenza del distacco mi eccita già. Le sue mani grandi sul bicchiere, immagino su di me. La pelle del divano che scricchiola sotto di noi, il rumore lontano delle onde e dei motori degli aerei in arrivo.
L’Incontro Casuale nel Lounge sul Mare
Ci spostiamo in un angolo del lounge, più intimo. Le sue ginocchia sfiorano le mie, calore che sale nonostante la clim. ‘Mi piaci, italiana’, sussurra, mano sulla mia coscia. Io non mi tiro indietro, gli poso una mano sul pacco già gonfio. ‘Andiamo di sopra?’, propongo. Annuisce, occhi famelici. Saliamo in camera mia, ascensore che puzza di mare e profumo. La porta si chiude, ci baciamo feroci, lingue che duellano, mani ovunque.
Lo spingo sul letto, king size con lenzuola fresche. Gli slaccio la camicia, lecco il sale sul suo petto sudato. ‘Cazzo, sei una troia italiana’, geme. Gli abbasso i pantaloni, il cazzo duro salta fuori, grosso, venoso, cappella rossa. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola, lui mi afferra i capelli. ‘Sì, succhialo tutto, puttana’. Gemo con la bocca piena, lo lecco dalle palle alla punta, gusto di sborra già in arrivo. Mi alzo, mi strappo gli shorts, fica bagnata rasata pronta. ‘Scopami ora’, ordino.
L’Esplosione di Passione nella Camera
Mi butta supina, mi apre le gambe, entra di colpo. ‘Ahhh, che fica stretta!’, grugnisce spingendo. Io urlo, unghie nella sua schiena, ‘Più forte, cazzo!’. Pam pam pam, il letto sbatte contro il muro, sudore che cola, clim che ronza inutile. Mi gira a pecorina, mi schiaffeggia il culo, ‘Prendilo tutto’. Il suo cazzo mi riempie, sfrega il clitoride col pollice, io vengo squirtando sul lenzuolo. ‘Sto venendo!’, ansima, mi riempie di sborra calda, che cola dalle mie labbra gonfie. Ci accasciamo, respiri affannati, corpi appiccicosi di sudore e sale.
Dopo, doccia veloce, lui si riveste. ‘Devo prendere il treno per Palermo’. Baci rapidi, ‘È stato pazzesco, anonimo perfetto’. Esco dall’hotel, sole che tramonta sul mare, riprendo il mio volo per Milano. Sul sedile dell’aereo, vibro ancora, fica dolorante, ricordo il suo cazzo dentro, il sapore in bocca. Lontana da casa, nessuno sa, libertà totale. Vorrei rifarlo subito.