La Mia Scopata Torrida nel Lounge dell’Hotel a Napoli
Ero a Napoli per un viaggio d’affari, caldo afoso di fine estate, sole che brucia la pelle. Arrivo in hotel stanca, sudata, il sale che pizzica sulle labbra. Mi dirigo al lounge VIP, aria condizionata che mi gela i capezzoli sotto la camicetta leggera. Mi siedo su una poltrona di cuoio nero, morbida, che scricchiola piano. Ordino un prosecco fresco, bollicine che mi solleticano la lingua.
Lì, al bancone, un uomo. Alto, pelle olivastra, occhi scuri come il caffè napoletano. Straniero, forse francese, camicia sbottonata che lascia intravedere il petto muscoloso. Mi guarda, sorride. ‘Posso offrirtene uno?’, dice con accento sexy. ‘Perché no? Sono lontana da casa, qui nessuno mi conosce.’ Ci sediamo vicini, ginocchia che si sfiorano. Parliamo di viaggi, di libertà. Il suo profumo, legno e spezie, mi inebria. La sua mano sfiora la mia coscia, casuale? No, intenzionale. Sento la fica che si bagna, mutandine umide contro il cuoio caldo.
L’Incontro Casuale nel Lounge e la Tensione che Sale
‘Fa caldo qui, vero?’, sussurro, slacciando un bottone. Lui annuisce, occhi fissi sul mio décolleté. ‘La tua stanza?’, mi chiede rauco. ‘Sì, andiamo. Ho il volo domani presto.’ Urgenza del partenza, eccitazione dell’ignoto. Saliamo in ascensore, mani che esplorano. Le sue dita sotto la gonna, sfregano la mia fica attraverso il pizzo. Io gli stringo il cazzo gonfio nei pantaloni. Porte si aprono, entriamo in camera. Clim gelida, lenzuola bianche croccanti.
Lo spingo sul letto, gli abbasso i pantaloni. Cazzo grosso, venoso, odore muschiato di maschio pronto. ‘Voglio succhiartelo’, dico inginocchiandomi. Apro la bocca, lingua sul glande, lo lecco piano. Lui geme, ‘Cazzo, che bocca calda.’ Lo prendo tutto, gola profonda, saliva che cola sul mento. Le sue mani nei miei capelli neri, mi guida. ‘Brava, succhia forte.’ Mi alzo, mi spoglio. Seni liberi, capezzoli duri. Lui mi ributta sul letto, ‘Aprì le cosce.’ Mi lecca la fica, lingua esperta sul clitoride. ‘Sei bagnata fradicia, troia.’ Gemiti, ‘Oh sì, leccami…’. Dita dentro, mi scopa con la bocca, sapore salato della mia eccitazione.
Il Sesso Intenso in Camera e il Ricordo sul Volo di Ritorno
Non resisto. ‘Scopami ora.’ Mi gira a pecorina, culo in aria. Sento la cappella contro le labbra della fica, spinge. Entra tutto, duro, profondo. ‘Prendilo tutto!’, grugnisco. Mi sbatte forte, palle che schiaffeggiano. Sudore che cola, corpi appiccicosi. ‘Ti piace il mio cazzo?’, ansima. ‘Sì, scopami più forte, riempimi.’ Cambiamo, cavalco lui, seni che rimbalzano. Lo stringo dentro, orgasmo che arriva, trepido. Lui mi afferra i fianchi, ‘Vengo…’. Sborra calda dentro, fiotti che mi inondano. Crollo su di lui, cuori che battono.
Dopo, doccia veloce, acqua bollente che lava il sudore e il sesso. Lui se ne va con un bacio, ‘Grazie per questa follia.’ Io chiudo la porta, sorriso. Prendo il taxi per l’aeroporto, rumore motori che ronza. Sul volo, seduta al finestrino, sole al tramonto sul mare. Ricordo il suo cazzo in bocca, la sborra che gocciola, l’anonimato totale. Lontana da casa, libera, nessuno giudica. Prossima avventura? Chissà. Ma questo calore tra le cosce, resterà per sempre.