La Mia Escalo Torrida nel Lounge di Tunisi
Ero partita per un viaggio d’affari a Tunisi, ma con qualche giorno libero al mare. Caldo afoso, sole che brucia la pelle, salsedine ovunque. L’hotel era un lusso: lobby con lounge VIP, divani di cuoio fresco contro l’aria esterna rovente, ventilatori che ronzano piano. Sudavo sotto il vestito leggero, il reggiseno appiccicoso.
Seduta al bar, sorseggiavo un cocktail al limone, amaro e fresco. Lui entrò. Alto, pelle olivastra, occhi neri profondi, camicia aperta sul petto villoso. Mercante, pensai, tipo quei tipi del souk. Mi fissò, sorrise. ‘Buonasera, italiana?’, disse con accento arabo morbido. Annuii, cuore che accelera. ‘Sì, da Milano. Tu?’. ‘Yusuf, da qui. Viaggio molto’. Parlammo. Voce bassa, mani grandi che sfiorano il bicchiere. L’aria si caricò, gambe che si sfiorano sotto il tavolo. ‘Sei bellissima, libera stasera?’. Esitai. ‘Il mio volo è domani mattina…’. Lui rise. ‘Perfetto, urgenza rende tutto meglio’.
L’Incontro nel Lounge dell’Hotel
Mi prese la mano, pelle calda, ruvida. Salimmo in camera sua, piano alto, vista deserto. Clim gelida, brividi sulla pelle accaldata. Portò champagne, ma lo ignorammo. Mi baciò contro la porta, bocca vorace, lingua che invade. ‘Ti voglio nuda’, mormorò. Strappai la camicia, petto sodo, odore di sandalo e sudore. Le sue mani sui miei seni, pizzicò i capezzoli duri. ‘Cazzo, quanto sei bagnata già’. Sì, lo ero. Fica che pulsava.
Lo spinsi sul letto, cuoio della testiera che scricchiola. Gli slacciai i pantaloni, cazzo enorme, venoso, cappella gonfia. ‘Leccalo’, ordinò. Lo presi in bocca, sapore salato, grosso che mi riempie la gola. Gocce precum sul palato. Lui gemeva, mani nei miei capelli. ‘Brava troia italiana’. Mi girò, faccia sul materasso, culo in aria. Dito nel mio buco, bagnato fradicio. ‘Pronta per me’. Entrò piano, poi spinse forte. Cazzo che mi spacca, piena, pareti che stringono. ‘Più forte, Yusuf! Scopami come una puttana!’. Pompava, palle che sbattono sul mio clito, sudore che cola, sapore di sale sulla schiena.
Il Ricordo sul Volante di Ritorno
Mi mise a cavalcioni, cavalcavo quel palo duro, tette che rimbalzano. Le sue mani mi schiaffeggiavano il culo, rosso fuoco. ‘Vengo dentro?’, grugnì. ‘Sì, riempimi la fica!’. Orgasmò urlando, sborra calda che schizza dentro, trabocca. Io venni dopo, spasmi, urla soffocate dal cuscino. Sudati, appiccicosi, ci leccammo. La sua lingua nella mia fica, succhiava il mix di succhi. ‘Dolce, italiana’. Io il suo cazzo, ripulito, ancora semi-duro.
Un’ora dopo, doccia bollente, acqua che lava il peccato. Mi rivestì, baciò il collo. ‘Torna, bella’. Scesi, notte calda, deserto silenzioso. Al check-in aeroporto, rumore motori, aria condizionata che punge la pelle ancora sensibile. Seduta in aereo, decollo, vibrazioni che mi fanno fremere. Ricordo il suo cazzo, il sapore, l’urgenza. Nessuno sa, anonimato totale. Lontana da casa, libera. Sorrisi, mano tra le cosce, eccitata di nuovo. Che avventura…