La Mia Notte Infuocata con Fabiola, la Dea Trans a Milano

È successo un anno fa, ma lo ricordo come ieri. Ero a Milano per il salone di prêt-à-porter, proprietaria di due negozi di lusso a Roma. Tre giorni intensi, hotel semplice vicino alla fiera, niente palaces freddi. I primi due giorni routine: fiere, shopping, un po’ di Duomo la sera. L’ultimo notte, volevo qualcosa di speciale. Il cameriere del bar vicino mi indica un lounge segreto: ‘Vai da Tonio, ti aprono’. Taxi alle 23, quartiere chic, toc toc al videur, ‘Da parte di Tonio’. Dentro, vestibolo con tende, luci basse, musica chill tipo Café del Mar. Bar lucido, pista in parquet, una decina di anime. Odore di cuoio e champagne, clim che accarezza la pelle sudata.

Mi siedo al bar, ordino bollicine. Scruto: coppie che si formano, sale private sul fondo. Esce lei da una stanza: Fabiola, 1.80m, bionda, abito nero attillato, fianchi che ondeggiano lenti. La guardo ipnotizzata, tette perfette sotto il tessuto. Fa il giro, occhi che trafiggono, poi sparisce. Bevo, delusa. Un’ora dopo, è in pista. Danza da sola, down-tempo, si struscia come se scopasse. Sudore perlaceo sulla pelle, curve letali. La fisso, lei ricambia sguardi bollenti. Comando un’altra bottiglia. Finisce esausta, cammina felina verso di me, 10 metri in un’eternità. ‘Sono stanca morta, ho sete’, dice con accento brasiliano. Le verso, mani che sfiorano. ‘Sei stupenda’, balbetto. Parliamo, flirt. ‘Studio qui’, mente con sorriso. Io, italiana aperta, le dico: ‘Ti mangerei ora’. Tensione elettrica, tocchi casuali sul cuoio del divano.

L’Incontro Casuale nel Lounge Milanese

Verso le 3, ‘Ti accompagno a casa?’. Taxi, lei davanti in scala, string G tra le natiche. ‘Qui urlo quanto voglio quando scopo’, sussurra. Loft 80mq, déco dark chic, frigo con champagne. Camcorder in angolo. ‘Filmi?’, chiedo ridendo. ‘Adoro registrare il sesso’. Accende TV, partiamo noi due. Mi massaggia spalle, morde lobo, baci umidi. ‘Doccia?’, dico. Mi lavo, mi tocco piano per resistere. Torno nuda, sul divano, la vedo: depilata, filo pubico, tette divine. Le accarezzo il culo… e bum, eccolo: cazzo semi-eretto, 20cm lisci. ‘Bellissimo, toccalo’, sorride. Io, eccitata da matti, lo prendo. ‘Dio, è perfetto’. Lo masturbo lento, pollice sul glande, lei geme. Testa alla sua altezza, lo annuso, salato. Bacio la cappella, poi lo ingoio. Lingua che vortica, sugo profondo, mani su palle e tette. Lei: ‘Brava, succhia forte’. La inculo col dito, lei trema.

L’Esplosione di Piacere nel Suo Loft

Mi sbatte in faccia la sborra, 4 fiotti caldi sul viso, in bocca. La lecca via, poi mi succhia la fica, lingua nel culo, dita sulla prostata… no, sul mio clito e ano. Mi fa venire urlando, ‘Inculami con quella verga!’. Si infila un preservativo, mi cavalca, il suo cazzo mi sbatte il pube. Io la branlo, lei gode. Poi mi gira, missionario: il suo cazzo enorme mi apre il culo piano, centimetro per cm. ‘Strappami!’, grido. Vado, tre orgasmi: a pecorina, missionario, infine poirier, gambe in aria, lei che pompa. Sborra sul mio viso di nuovo. Mi fa leccare la mia stessa fica mentre mi do io. Notte folle, filmata.

Mattina, taxi per l’aeroporto. Corpo dolorante, fica e culo pulsanti, sapore di lei in bocca. Sole milanese caldo sulla pelle salata di sudore. Nessun nome vero, solo piacere anonimo. In volo, rivedo mentalmente: quel cazzo perfetto, i gemiti portoghesi, la libertà di lontano da casa. Nessuno mi giudica. Torno a Roma, ma bramo ancora quell’urgenza del viaggio.

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