La Mia Follia nel Lounge dell’Aeroporto: Sottomessa a uno Sconosciuto
Ero in aeroporto a Milano, diretta in Sicilia per una vacanza al mare. Il sole italiano picchiava forte fuori, ma dentro il lounge VIP, l’aria condizionata mi gelava la pelle. Cuoio dei divani che scricchiolava sotto di me, rumore sordo dei motori in lontananza. Sudavo ancora per il caldo esterno, gusto di sale sulle labbra.
Mi siedo con un aperitivo, gambe accavallate, gonna leggera che sale un po’. Lui arriva, tipo Alain Delon giovane, occhi scuri, sorriso furbo. ‘Posso?’ dice, sedendosi vicino. Si chiama Marco, in transito per Roma. Parliamo, flirt leggero. ‘Sei italiana?’ chiedo. ‘Sì, ma viaggiatore,’ ride. L’urgenza del volo imminente mi eccita. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Libera.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
La tensione sale. ‘Mi piacciono i giochi… speciali,’ gli sussurro, arrossendo un po’. Lui inclina la testa: ‘Tipo?’. Esito. ‘Dominazione. Essere sottomessa.’ I suoi occhi si accendono. ‘Qui? Ora?’. Il cuore mi batte forte. ‘Prova.’ Mi prende la mano, mi porta in un angolo semibuio del lounge, dietro una tenda. ‘Dammi le mutandine,’ ordina piano. Tremando, le sgancio, le passo. Umide già. ‘Brava,’ mormora, palpandole.
‘Aginocchiati.’ Obbedisco sul tappeto morbido, ginocchia che sprofondano. Alza la mia gonna davanti, controlla. ‘Bella fica rasata, bagnata.’ Il suo tocco è elettrico, dita che sfiorano il clitoride. Gemo piano. ‘Silenzio, troia.’ Mi schiaffeggia il culo, leggero ma fermo. Calore che sale, pelle che brucia sotto la clim.
Si slaccia i pantaloni. ‘Succhiami il cazzo.’ Enorme, duro, vene pulsanti. Lo prendo in bocca, sapore salato di pelle sudata. Lo lecco dalla base alla cappella, succhio avida. ‘Più profondo,’ grugnisce, spingendo. Gli occhi lacrimano, ma continuo, gola piena. Mi afferra i capelli, fotte la bocca. ‘Sei la mia puttana ora.’
L’Esplosione di Piacere e il Ricordo Ardente
Mi gira, contro il muro. ‘Gambe aperte.’ Due dita nella fica, poi tre, mi masturba forte. ‘Vieni per me.’ Urlo soffocato, orgasmo che mi squassa, succhi che echeggiano. ‘Brava cagna.’ Mi infila il pollice nel culo mentre strofina il clitoride. Tremi tutta.
‘Adesso il tuo premio.’ Mi sbatte contro il divano, cazzo che entra di colpo nella fica fradicia. ‘Ahhh!’ Forte, ritmico, palle che sbattono. ‘Prendilo tutto, soumise.’ Lo cavalco piano, poi lui mi pompa selvaggio. Sudore che cola, odore di sesso misto a profumo di cuoio. ‘Sto per venire,’ ansima. ‘Dentro, ti prego.’ Sborra caldo, inondandomi. Io vengo di nuovo, un casino.
Ci rivestiamo veloci. ‘Volare presto,’ dico, gambe molli. Mi bacia: ‘Anonimi per sempre.’ Corro al gate, aereo che decolla. In poltrona, culo ancora rosso, fica che pulsa. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore di sborra. Lontano da casa, tutto permesso. Sorriso complice allo steward. Segreto mio, torride vacanze in arrivo.