La Mia Scopata Vendicativa nel Lounge dell’Aeroporto di Milano
Ero lì, in quel lounge VIP dell’aeroporto di Milano, durante una sosta per il mio viaggio d’affari. Aria condizionata gelida che mi faceva venire i brividi sotto il vestitino leggero, profumo di cuoio dei divani e rombo lontano dei motori. Io, quarantenne italiana, mora soda con tette generose e culo tondo, incazzata nera col mio maritino che mi tradiva con una troietta giovane. Lontana da casa, libera, nessuno a giudicarmi. Bevo un prosecco forte, per sciogliermi.
Lo vedo entrare: atletico, barba folta, coda di cavallo, tipo tombeur. Straniero, forse francese, occhi che mi squadrano. Si siede vicino, ‘Ciao bella, solo per il volo?’. Sorrido, gambe accavallate, slip che s’inumidisce già. Parliamo, flirt. Gli confido tutto, a bruciapelo: ‘Mio marito mi frega, voglio vendicarmi. Scopiamo, tu mi filmi con la tua GoPro, e mando il video a quel cornuto’. Lui spalanca gli occhi, ‘Sei seria?’. ‘Sì, ma solo oggi, urgenza del volo. Fammi vedere se hai una bella cappella’. Ride, eccitato, ‘Andiamo’. Cuore che pompa, eccitazione dell’ignoto, pelle che freme.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Saliamo in camera d’albergo attaccata all’aeroporto, luce fioca, clim che ronza, lenzuola fresche. Lui sistema la GoPro sul treppiede, angolazione perfetta: mio viso, figa, culo, la sua verga. Io mi spoglio lenta, tette che traboccano dal reggiseno, slip bagnato che butto via. ‘Inizia a filmare’. Nuda sul letto, figa pelosa e bagnata, lo guardo: ‘Mostrami la tua cazzo’. Si cala i pantaloni, cappella grossa, venosa, già dura. ‘Mmm, bella tosta. Voglio succhiartela per lui’. Apro bocca, lingo il glande salato di sudore, succhio profondo, palle in mano, ‘Mmmh, che goduria’.
‘Guarda qua, amore mio’, dico alla camera, succhiando forte, saliva che cola. ‘Questa cappella mi fa impazzire, non come la tua moscia’. Lui geme, mi sdraia, capotta on, mi penetra piano. ‘Ah sììì!’, urlo, cosce strette sui suoi fianchi pelosi. Spinge ritmico, cazzo che raspa le pareti, clac clac di pelli. Io sudo, gusto di sale sulla pelle, ‘Baiami più forte, fammi vedere che maschio sei!’. Gemo per la cam, tette che ballano. Poi doggy: mi metto a pecora, culo in alto, lui riposiziona la GoPro. Entra di slancio, ‘Cazzo che figa stretta!’, colpisce fondo, io spingo indietro, ‘Sììì, scopami il culo dopo!’.
L’Acte Folle in Camera e il Ricordo Ardente
Pausa, lingua sul mio clito, zoom cam sul mio viso estatico, orgasmo che mi fa inarcare, ‘Oh porca troiaaa!’. Lo cavalco, cazzo dritto in fondo, rotazioni di bacino, tette che sbattono, ‘Guarda come godo, cornuto!’. Riprova, faccia alla cam, orgasmo che trema, ‘Mi fai venireee!’. Poi anale: ‘Leccami il buchetto’. Lingua umida, poi cappella che spinge, ‘Ahi… sì, entra!’. Geme piano all’inizio, poi plaude, ‘Encùlami forte!’. Alterna figa e culo, io perdo testa, ‘Ancora, cazzo, non fermarti!’, urlo rauca, corpo bollente.
Vengo di nuovo, lui esplode nella capotta, grugnendo. Ci stacchiamo, bacio appassionato, ‘Grazie, sei un toro’. Rido guardando la GoPro. Invio il video al bastardo: ‘Vedi come mi fai felice un altro?’. Lui risponde secco, ma chissenefrega.
Ora sul volo, finestrino vibra coi motori, figa ancora pulsante, ricordo il suo odore muschiato, il clac delle pelli, l’anonimo totale. Lontano da casa, tutto permesso. Che avventura, porca puttana. Non vedo l’ora della prossima.