La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Aeroporto di Roma

Ero stanca morta. Volo da Milano a Olbia per le vacanze in Sardegna, ma ritardo di tre ore a Fiumicino. Sole cocente fuori, dentro il lounge VIP aria gelida della clim che mi fa venire la pelle d’oca. Mi siedo sul divano di cuoio nero, morbido, che scricchiola sotto il mio culo. Ordino un prosecco, fresco, bollicine che pizzicano la lingua. Intorno, gente di affari, valigie Louis Vuitton.

Lo vedo entrare. Alto, moro, occhi verdi penetranti, camicia aperta sul petto abbronzato. Straniero, forse francese. Si siede vicino, sorride. ‘Ciao bella, primo volo ritardato?’. Voce profonda, accento sexy. Annuisco, gambe accavallate, gonna corta che sale. Parliamo. Si chiama Luca, no, aspetta, Marc. Venditore, diretto a Parigi. Mani forti, orologio costoso. Mi offre un drink, le sue dita sfiorano le mie. Caldo improvviso, non è la clim.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

‘Qui nessuno ci conosce’, dice ridendo. Mi sposto più vicina, profumo di colonia misto a sudore. La sua coscia preme contro la mia, cuoio che si scalda. Sguardi complici. ‘Andiamo a fumare?’. Esco con lui, terrazza deserta, rombo dei motori in lontananza. Mi bacia lì, improvviso. Labbra calde, lingua che invade. Mani sul mio culo, stringe. ‘Vieni con me’, sussurra. Hotel dell’aeroporto, cinque minuti a piedi. Cuore che batte forte, eccitazione dell’ignoto. Lontana da casa, da Roma, libera.

Camere anonime, luci soffuse, lenzuola bianche. Porta che sbatte. Mi strappa la gonna, reggiseno vola. ‘Cazzo, sei una figa italiana perfetta’. Mi getta sul letto, aria fredda sulla pelle nuda. Mi lecca i capezzoli, duri come sassi. Mordicchia, fa male bene. Gambe aperte, dita dentro la mia fica bagnata. ‘Sei fradicia già’. Geme. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo duro, grosso, vene pulsanti. Lo prendo in bocca, sapore salato di sudore, pre-eiaculato. Succhio forte, gola profonda. Lui ansima, ‘Oh merda, sì così’. Capelli tra le dita, mi fotte la bocca.

Il Sesso Esplosivo e il Ricordo Indimenticabile

Mi gira a pecorina, culo in aria. Spinge dentro, secco, fino in fondo. ‘Prendilo tutto, troia’. Dolore piacere, fica che si contrae. Colpi violenti, palle che sbattono. Sudore cola, gusto di sale sulla schiena. ‘Più forte!’, urlo. Mi scopa come un animale, mano nei capelli, tira. Clim ronzante, motori che vibrano nel muro. Cambio posizione, cavalco. Cazzo che mi riempie, clitoride sfregato. Vengo prima, urlo, tremo. ‘Sborra dentro!’, ordino. Lui esplode, caldo, fiotti che inondano. Resta dentro, ansima.

Doccia veloce, acqua bollente lava il peccato. ‘Devo andare, volo fra un’ora’, dico. Baci veloci, numeri non scambiati. Esco, aria notte umida, sole che sorge. Al gate, seduta, fica ancora sensibile, mutande umide. Rombo motori, decollo. Guardo fuori, ricordo il suo cazzo in bocca, i colpi, l’urgenza. Nessuno sa, anonimato totale. Sorriso segreto, mano tra le cosce. Vacanze appena iniziate, ma questa notte… indimenticabile.

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