La Mia Scopata Folle nel Lounge dell’Aeroporto di Palermo
Era settembre, caldo da morire, quel tipo di sole siciliano che ti brucia la pelle. Ero partita da Milano per un viaggio d’affari a Palermo, solo due giorni, ma lontana da tutto, da casa, dal mio uomo, mi sentivo libera. Libera di fare quello che volevo, senza giudizi. All’aeroporto, ritardo del volo, mi rifugio nel lounge VIP. Aria fresca della clim, odore di cuoio dei divani, rumori ovattati dei motori lontani.
Mi siedo, gambe accavallate, gonna leggera che sale un po’. Lui è lì, straniero, alto, occhi scuri, camicia aperta sul petto abbronzato. Inglese con accento spagnolo, forse. ‘Ciao, bella’, mi dice con un sorriso. ‘Aspetti il volo?’. Io annuisco, bevo un sorso di prosecco ghiacciato. Parliamo, flirt leggero. Il cuoio del divano scricchiola sotto di noi, le sue cosce sfiorano le mie. Sento il calore salire, il cuore che batte forte. ‘Sei italiana? Che pelle dorata’, sussurra, mano che sfiora il mio ginocchio. Ehm… esito, ma non mi tiro indietro. L’urgenza del volo imminente mi eccita da morire.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
‘Ti va una camera al piano di sopra? Solo mezz’ora’, mi propone, voce bassa. Annuisco, bagnata già. Saliamo, ascensore stretto, corpi premuti. Bacio famelico, lingue che si intrecciano, sapore di sale sulla sua pelle sudata. Entriamo nella stanza d’albergo dell’aeroporto, clim gelida che mi fa venire i brividi. Chiudo la porta, lo spingo sul letto. ‘Voglio il tuo cazzo’, gli dico diretta, slacciandogli i pantaloni. Duro, grosso, vene pulsanti. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola, lui geme ‘Oh fuck, sì…’. Gusto salato del presperma, lo lecco dalle palle al glande.
L’Esplosione di Piacere e il Ricordo in Aereo
Mi alzo, mi sfilo la gonna, mutande fradicie. ‘Scopami ora’, ordino. Mi sdraio, apro le cosce. Lui si butta su di me, cazzo che spinge dentro la mia fica bagnata, un colpo secco. ‘Cazzo, che stretta!’, grugnisce. Pompa forte, pelle contro pelle, sudore che cola. Io gemo, unghie nella sua schiena, ‘Più forte, fammi venire!’. Sento il suo uccello gonfio sfregare il mio clitoride, orgasmo che monta. Mi gira, a pecorina, mi afferra i fianchi, mi sbatte come una troia. ‘Ti piace, puttana italiana?’, ansima. ‘Sì, riempimi la fica!’, urlo. Viene dentro, caldo, zampilli che mi inondano. Io esplodo dopo, tremo, squirto sul letto.
Ci rivestiamo veloci, sudati, odore di sesso nell’aria. ‘Ci vediamo mai?’, chiede ridendo. ‘No, è stato perfetto così’, rispondo. Bacio veloce, esco. Al gate, seduta in aereo, motori che rombano, rivivo tutto. Il sapore del suo cazzo in bocca, il bruciore della fica piena del suo sperma che cola piano sulle cosce. L’anonimato totale, nessuno sa, nessuno giudica. Lontana da casa, ho scopato uno sconosciuto con urgenza pura. Il sole cala sul mare siciliano dal finestrino, pelle ancora salata, sorrido. Che libertà.