La Mia Avventura Erotica nel Lounge di un Hotel a Lione con uno Straniero
Ero a Lione per un viaggio d’affari, estate torrida, quel caldo italiano che ti appiccica la camicetta alla pelle. Arrivo in hotel stanca, sudata, con il sapore di sale sulle labbra. Il lobby è fresco, aria condizionata che mi fa venire i brividi, divani in cuoio nero nel lounge VIP, odore di caffè forte e sigari. Mi siedo al bar, un prosecco fresco, e lo vedo lui. Giovane, magrebino, occhi azzurri pallidi che bucano l’anima, capelli ricci neri corti, tee rosso su un corpo muscoloso, jeans larghi. Mano in tasca, sguardo selvaggio, seduto lì solo.
I nostri occhi si incrociano. Lui sorride, timido ma malizioso. Io arrossisco, ma lontano da casa, nessuno mi giudica. Mi alzo, mi avvicino. ‘Ciao, sei solo? Posso?’ Dico, voce tremante. ‘Prego, siediti. Io Selim, dal Marocco, qui da mio zio.’ Voce roca, accento sexy. Parliamo, flirt. Le sue mani sfiorano il mio bicchiere, io sento il cuore battere forte, fica che si bagna piano. ‘Domani ho il volo per Roma, poco tempo.’ Gli dico, provocante. Lui mi guarda le tette sotto la blusa, ‘Allora godiamocelo.’ La tensione sale, gambe molli, urgenza del distacco che eccita da morire.
L’Incontro Casuale e la Tensione Crescente
Lo porto in camera mia, ascensore stretto, corpi che si sfiorano, suo cazzo già duro contro la mia coscia. Entro, chiudo la porta, clim gelida contro la nostra pelle calda. Lo bacio famelica, lingue che si intrecciano, sapore di menta e sudore. ‘Spogliami,’ gli ordino. Toglie la mia gonna, reggiseno, mutande bagnate. ‘Che fica bagnata, troia,’ mormora, dita dentro di me, mi tremano le ginocchia. Io gli abbasso i jeans, niente slip, cazzo circonciso lungo e duro, vene gonfie. ‘Che bel cazzo magrebino,’ dico, lo prendo in bocca, succhio piano, saliva che cola, lui geme ‘Aah, sì, succhialo tutto.’
Il Sesso Esplosivo nella Camera
Mi sdraio sul letto, lenzuola fresche, lui mi lecca la fica, lingua esperta sul clitoride, succhia i labbra gonfi. ‘Ti piace, puttana italiana?’ ‘Sì, leccami forte.’ Poi lubrificante dal mio beauty, ‘Voglio il tuo culo.’ Apro le gambe, dito nel buco stretto, poi due, gemo forte. Mette la gomma, tanto gel, spinge piano. ‘Rilassati,’ dice, entra piano, cazzo che mi riempie, dolore piacere misto. ‘Cazzo, che stretto!’ Inizia a pompare, forte, palle che sbattono, io mi tocco la fica, orgasmo che arriva. ‘Scopami più duro, Selim!’ Lui accelera, sudore salato sulla pelle, odore di sesso pesante. Mi gira a pecorina, mano nei capelli, mi incula profondo, ‘Prendilo tutto, troia.’ Gemo, vengo urlando, lui esplode dentro la gomma, corpo che trema contro il mio.
Ci laviamo veloci sotto la doccia calda, sapone che scivola, baci pigri. ‘È stato pazzesco,’ dice lui. ‘Anonimo, perfetto.’ Scendo in lobby, prendo il taxi per la stazione, treno per l’aeroporto. Seduta, finestra che vibra col rumore dei motori lontani, ricordo il suo cazzo in me, fica ancora sensibile, bagnata di nuovo. Lontano da casa, libertà totale, nessuno saprà mai. Vorrei rifarlo subito.