Giovane donna seducente

La Mia Fuga Erotica in un Lounge sul Mare: Un Estraneo Indimenticabile

Ero in vacanza sul mare, a Positano, quel sole italiano che ti brucia la pelle, il sale nell’aria che sa di libertà. Lontana da casa, da tutto, nessuno mi giudicava. Avevo finito la colazione in terrazza, un caffè forte, e vedo lui: un uomo sulla cinquantina, elegante, seduto al bordo piscina con un giornale in mano. Gambe muscolose, slip che lasciava poco all’immaginazione. Mi fermo, lui alza gli occhi. ‘Buongiorno, bella’, dice con accento straniero, forse francese. Sorriso malizioso.

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Mi avvicino, poso il succo davanti a lui. ‘Grazie. Caldo, eh?’, balbetto, le gambe in acqua fresca. Lui ride. ‘Tu sei il vero calore qui’. Parliamo, io mi lamento del mio ex, ‘sa di non sapere usarla, quella cosa lì’. Lui ride forte. ‘La valore non è nei centimetri, ma nel saper fare’. Lo guardo, vedo gonfiarsi sotto il tessuto. ‘E tu, sembri sapere’. Esito, il cuore batte. ‘Ho visto donne entrare da te, sentivo i gemiti dalla spiaggia vicina’. Lui confessa: ‘Club privato, luxuria pura’. Mi eccito, l’ignoto mi fa bagnare.

L’Incontro al Bordopiscina e la Tensione che Sale

‘Vuoi vedere?’, chiede, e si toglie lo slip. Cazzo enorme, duro, venoso. ‘Porca miseria’, sussurro. Mi sposto tra le sue gambe, lo fisso da vicino. ‘Toccami’, ordina piano. Le mie dita lo stringono, grosso, pulsante. ‘Non come il mio ex, il tuo è un mostro’. Lui geme. ‘Spogliati’. Io via il bikini, fica liscia esposta al sole caldo, clitoride già gonfio. Lui mi tocca, dita esperte sulla fessura umida. ‘Sei fradicia’. Bacio, lingue che si intrecciano, sapore di sale e caffè.

Mi solleva, entriamo in piscina. Acqua fresca contro pelle bollente, rumore onde leggere. ‘Scopami ora’, imploro, l’urgenza del mio volo domani mi spinge. Lui mi appoggia al bordo, cazzo che preme l’ingresso. ‘Pronto?’, annuisce. Spinge, riempie tutto. ‘Ahhh, cazzo, sììì!’. Enorme, mi spacca, ma buono. Pistona lento, poi forte, acqua che schizza. ‘Ti piace, puttanella?’, ringhia. ‘Sì, scopami duro!’. Gemo, unghie nella sua schiena, tette schiacciate sul suo petto peloso. Clit che sfrega i suoi peli pubici, vengo forte, tremo, ‘Sto venendo, porco!’.

Il Sesso Crudo e l’Addio con il Ricordo Ardente

Non ferma, mi gira, levrette in acqua. ‘Prendilo tutto’. Entra profondo, palle che sbattono. ‘La tua fica è stretta, succhia’. Io urlo, ‘Più forte, riempimi!’. Mi fa cavalcare sul transat, sole che brucia il culo, lo cavalco selvaggia, su e giù sul suo palo. ‘Sborra dentro’, chiedo, pillola ok. Lui accelera, ‘Arrivo!’, jet caldi mi inondano, trabocco, miscela che cola sulle cosce. Lecco il resto dalla sua cappella, sapore salato, suo e mio.

Esausti, sudati, clim della camera vicina che ronza. Mi vesto, lui sorride. ‘Torna’. ‘Forse’. Prendo il treno per l’aeroporto, fica ancora pulsante, mutande bagnate di sborra. Ricordo il suo odore, la durezza, l’anonimato totale. Lontano da casa, tutto permesso. Non lo rivedrò mai, ma quel cazzo mi ha marchiata per sempre.

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