La Mia Avventura Bollente nel Lounge di Parigi
Ero a Parigi per un viaggio d’affari, tre giorni di riunioni snervanti. Domani il volo per Milano, ma quella sera, nel lobby dell’hotel vicino al Bois de Boulogne, l’aria era densa, umida. La pelle mi prudeva per il caldo estivo francese, sapore di sale sulle labbra. Mi siedo al bar del lounge VIP, divani in cuoio morbido che scricchiolano sotto di me. Un calice di prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.
Lui arriva, alto, moro, occhi scuri che bucano. Straniero, francese puro, camicia sbottonata sul petto abbronzato. ‘Buonasera, italiana?’, sorride, accento vellutato. Ci chiacchieriamo, nomi finti, ‘Io Sofia, tu?’. ‘Pierre’. La tensione sale piano. Gambe che si sfiorano sotto il bancone, il suo ginocchio contro il mio, elettrico. ‘Parigi ti eccita, eh?’, ride basso. Io arrossisco, ma lo guardo dritto: ‘Lontana da casa, qui nessuno giudica’. Il suo odore, muschio e colonia, mi invade. Mano sulla mia coscia, sale piano, sotto la gonna. Cuore che martella, mutandine già umide.
L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale
‘La mia camera è al piano di sopra’, sussurra, voce rauca. Non esito. L’ascensore, specchi ovunque, ci baciamo feroci, lingue che duellano, mani ovunque. ‘Cazzo, sei bagnata’, geme contro la mia bocca. La porta si chiude, aria condizionata gelida punge la pelle sudata. Lo spingo sul letto king size, gli strappo la camicia. Petto muscoloso, capezzoli duri. Gli slaccio i pantaloni, il cazzo balza fuori, grosso, venoso, cappella viola gonfia. ‘Mmm, che bestia’, dico leccandomi le labbra. Lo prendo in bocca, lo succhio profondo, saliva che cola, lui ansima: ‘Porca troia, sì, ingoialo tutto’.
Mi sdraio, apro le cosce. ‘Leccami, Pierre’. La sua lingua sulla fica, larga, bagnata. Labbra gonfie di desiderio, clitoride che pulsa. Mi infila due dita, poi tre, pompa forte, succhia il mio nettare salato. ‘Sei dolce, italiana, come il miele’. Io gemo, ‘Più forte, fammi venire’. L’orgasmo mi squassa, spruzzo sul suo viso, corpo che trema. Lui sale, cazzo contro l’ingresso. ‘Prendilo, Sofia’. Spinge dentro, riempie tutto, strette pareti che lo stringono. ‘Cazzo, che fica stretta e calda’. Mi scopa selvaggio, colpi secchi, palle che sbattono sul culo. Io urlo: ‘Sì, scopami duro, fammi tua’. Ruoto i fianchi, unghie nella schiena. Sudore che cola, gusto salato sulla pelle, clim che ronza, corpi che schiaffeggiano.
Il Sesso Esplosivo nella Camera Fredda
Cambiamo, a pecorina. Mi afferra i fianchi, entra profondo, tocca il fondo. ‘Ti sfondo la figa’, grugnisce. Io: ‘Sì, sborrami dentro, non ce la faccio più’. Lui accelera, bestia, io vengo di nuovo, convulsioni che lo mungono. Esplode, fiotti caldi che inondano, gocciolano fuori. Crolliamo, ansimi, risate. ‘Incredibile, ma devo andare, il volo…’. Si veste, bacio veloce. ‘Anonimi per sempre’.
Ora in aereo, decollo da Charles de Gaulle, motori che ruggiscono. Finestra appannata, guardo le luci di Parigi svanire. La fica ancora sensibile, mutandine zuppe del suo sperma. Ricordo il cuoio del lounge, il freddo della camera, il suo cazzo che mi ha devastata. Lontana da casa, libera, nessuno sa. Sorriso malizioso, un brivido. Che viaggio.