La Mia Escale Bollente nel Lounge VIP di Fiumicino
Le mani mi sudano un po’. Sono seduta nel lounge VIP di Fiumicino, l’aria condizionata gelida mi fa venire la pelle d’oca nonostante la calura romana che filtra dalle vetrate. Escalo per New York, viaggio d’affari, ma la testa è altrove. Libera, lontana da casa, nessuno mi conosce qui. Bevo un prosecco fresco, il rumore dei motori in lontananza mi eccita, quel brivido dell’ignoto.
Lo vedo entrare. Alto, sui 40, camicia bianca aperta sul petto abbronzato, occhi azzurri penetranti. Sembra un medico, valigetta in mano. Si siede vicino, ‘Buonasera, italiana?’. Sorrido, ‘Sì, e tu?’. ‘Francese, in transito per Londra’. Parliamo, flirt leggero. La sua voce profonda, il profumo di colonia misto a sudore estivo. Mi sposto più vicina, le nostre ginocchia si sfiorano sul divanetto in pelle morbida. Sento il calore salire, la fica che si bagna piano sotto il vestitino leggero.
L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale
‘Ti vedo tesa per il volo’, dice lui, mano sulla mia coscia. Esito, ‘Un po’…’. ‘Posso aiutarti a rilassarti? Sono medico’. Il cuore batte forte. Ci alziamo, andiamo in una saletta privata del lounge, tende pesanti, luci soffuse. Chiude la porta, ‘Sdraiati qui, fammi controllare’. Mi stendo sul lettino per massaggi, lui si siede accanto. Mani esperte sul collo, scendono sulla schiena. Geme piano, ‘Rilassati’. Io giro la testa, vedo il rigonfiamento nei pantaloni. ‘E tu? Teso anche tu?’. Rido nervosa.
Le sue dita scivolano sotto il vestito, sfiorano le mutandine umide. ‘Sei bagnata fradicia’, sussurra. Lo guardo, ‘E tu duro come un sasso’. Gli slaccio la cintura, tiro giù la zip. Il cazzo salta fuori, grosso, venoso, cappella rossa gonfia. ‘Cazzo, che bestia’, dico afferrandolo. Pelle calda, pulsante. Lui ansima, ‘Brava ragazza’. Inizio a segarlo lento, su e giù, il prepuzio che scorre liscio. Gocce di pre-sborra leccate dal mio pollice. Lui mi palpa le tette, pizzica i capezzoli duri.
L’Acte Crudo e l’Orgasmo Esplosivo
‘Apri la bocca’, ordina. Obbedisco, lo prendo in gola, succhio forte, lingua che gira sul glande. Sapore salato, di uomo eccitato. Lui geme, ‘Porca troia, sì’. Mi infila due dita in fica, le muovo dentro, clit torreggiante. ‘Vengo se continui’, ansima. ‘Sborra pure, qui nessuno sa’. Accelero, mano stretta intorno alla base, pompino ritmico. Lui si irrigidisce, ‘Arrivo…’. Esplode, fiotti caldi e densi in bocca, ingoio tutto, il resto schizza sul mio seno. Grido soffocato, ‘Hmmm, sì!’. Il suo cuore batte forte sotto la mia mano, tachicardia da eccitazione.
‘Tutto ok?’, ride lui pulendosi. Annuisco, tremante. Ci rivestiamo veloci, urgenza del volo. ‘Nessun nome, solo piacere’. Esco dalla saletta, gambe molli, sapore di sborra in bocca, fica che pulsa ancora. Al gate, mentre imbarco, ripenso al suo cazzo in mano, al calore del lounge, al brivido dell’anonimato. Lontana da casa, tutto permesso. Quel medico straniero? Sparito per sempre. Solo un ricordo torride che mi scalderà il volo.