La Mia Notte di Fuoco con uno Sconosciuto nel Lounge dell’Hotel sul Mare
Ero in vacanza sul mare in Puglia, lontana da tutto, quel senso di libertà che ti fa sentire invincibile. Sole cocente tutto il giorno, pelle salata dal bagnoschiuma e dal mare, e ora nel lounge dell’hotel, cuoio fresco sotto le cosce sotto la gonna leggera. Aria condizionata che mi fa venire i brividi, contrastando il calore italiano fuori. Ordino un prosecco, e lì lo vedo: uno straniero, alto, muscoloso, tipo trentenne, maglietta bianca che tira sui bicipiti, jeans aderenti. Inglese, credo, con un sorriso da predatore.
Ci scambiamo sguardi. ‘Giochiamo?’ mi dice, indicando un mazzo di carte sul bancone. Kingdomino, semplice, veloce. Mi siedo vicino, le nostre ginocchia si sfiorano. ‘Mi chiamo Luca, da Londra per lavoro.’ Io Sofia, romana, qui per staccare. Ridiamo, giochiamo, le sue mani sfiorano le mie posando le tessere. Sento l’eccitazione dell’ignoto, nessuno ci conosce, domani prendo il treno per tornare. La gonna sale un po’, non porto mutande stasera, aria ribelle.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
Poi, bum! ‘Cos’è quel rumore?’ chiedo. ‘Fuochi d’artificio, festa sul lungomare.’ ‘Andiamo a vederli?’ propongo, eccitata. ‘Sì, c’è una terrazza di sopra.’ Saliamo le scale buie, io avanti. Sento i suoi occhi su di me, il buio aiuta. Le mie cosce nude sopra i collant neri, la fica esposta. Mi fermo un attimo, fingo di ascoltare un scricchiolio. Lui si abbassa, lo so.
Arriviamo in terrazza, odore di salsedine e vernice fresca, finestra aperta sul mare lontano, fuochi che esplodono colorati. ‘Bello, eh?’ dico, fremendo. Lui si avvicina, mano sulla spalla. ‘Sì, ma tu sei più bella.’ Frissono, aria fresca. Si appoggia a me, poi la sua mano sulla vita. Tossisco un po’, raffreddore da aereo, ma non importa. Lo lascio mettermi le braccia intorno, il suo cazzo duro contro il mio culo attraverso i jeans.
‘Ho visto tutto sulle scale,’ mormora. ‘Niente mutande? Sei una troia.’ Rido, eccitata. ‘E tu un voyeur.’ Mi gira, mi bacia il collo, morde l’orecchio. Mani sotto il top, palpa le mie tette sode, capezzoli duri. ‘Cazzo, quanto sei bona.’ Gliele tiro fuori dal reggiseno, le succhia forte, lingua che gira. Io gemo, strofino la fica bagnata contro la sua gamba. ‘Leccami,’ ansimo.
Il Sesso Intenso e il Ricordo Torride al Ritorno
Lo spingo giù, contro il muro. Gli abbasso i jeans, cazzo grosso, venoso, cappella rossa. Lo prendo in bocca, gusto salato di sudore, lo succhio profondo, gola piena. ‘Porca puttana,’ geme lui. Poi mi alza la gonna, inginocchiato, lingua sulla fica rasata. Lappa il clitoride, infila dita, succhia il succo. ‘Sei fradicia, troia italiana.’ Vengo forte, gambe che tremano, urlo nel buio, fuochi che illuminano.
‘Scopami ora,’ ordino. Mi piega contro la finestra, cazzo che entra di colpo nella fica stretta, bagnata. ‘Ah sì, fottimi duro!’ Pistona forte, palle che sbattono, mano sul collo. Sento il mare sotto, odore di sborra e sudore. ‘Ti riempio la fica,’ grugnisce. Io spingo indietro, ‘Sborra dentro, bastardo.’ Viene, getti caldi che mi inondano, gemo, seconda orgasmo. Poi lo giro, gli piscio il cazzo, lo masturbo, sborra sulle mie tette. La spalmo, lucide, gusto salato sulla pelle.
Il giorno dopo, sul treno verso Roma, sorrido ripensando. Pelle ancora appiccicosa, fica dolorante ma felice. Lui sparito all’alba, nomi finti, anonimato totale. Lontana da casa, tutto permesso. Che avventura.