Donna in bikini in riva al mare

La Mia Avventura Erotica nel Lounge di Amsterdam

Ero arrivata ad Amsterdam per un viaggio d’affari. Due giorni di riunioni, hotel Krasnapolsky sul Dam. La stanza climatica, aria fresca che mi accarezza la pelle sudata dal volo. Mi sveglio con il sole che filtra, obelisco piccolo fuori dalla finestra. Mi stiracchio, la testa un po’ pesante dal jet lag.

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Scendo nel lounge VIP dell’hotel. Pelle di cuoio dei divani che scricchiola sotto di me. Luci basse, musica jazz soft. Ordino un prosecco, frizzante sulla lingua. Lì lo vedo: alto, occhi verdi, camicia aperta sul petto abbronzato. Straniero, olandese forse, solo al bancone. Mi guarda, sorride. ‘Bella italiana?’, dice con accento morbido. Io arrossisco, ma lontano da casa, nessuno mi giudica.

L’Incontro Fortuito nel Lounge dell’Hotel

Parliamo. Si chiama Lukas. Viaggiatore, qui per lavoro. La tensione sale. Le sue mani sfiorano il mio bicchiere. ‘Hai fretta?’, chiede. Domani il mio volo di ritorno. Urgenza del tempo, libertà totale. ‘No, stanotte no’, sussurro. Mi invita a sedere vicino. Il cuoio caldo contro le cosce nude sotto la gonna. Sento il suo profumo, muschio e mare del Nord.

La notte si accende. Prosecco dopo prosecco, risate basse. Le sue dita sul mio ginocchio, piano. Io non mi tiro indietro. Adoro questo: sedurre sconosciuti, l’ignoto che eccita. ‘Andiamo di sopra?’, mormora all’orecchio. Cuore che batte forte. Sì.

In ascensore, mi bacia. Labbra salate, lingua decisa. Mani ovunque. La mia camera, porta che sbatte. Clima gelida contro la pelle rovente. Lo spingo sul letto. ‘Voglio te, ora’, dico. Lui ride, si slaccia la cintura.

Il suo cazzo duro, grosso, venoso. Lo prendo in mano, pelle vellutata, pulsazioni calde. Lo lecco dalla base alla cappella, gusto salato di pre-sborra. Geme, ‘Cazzo, italiana selvaggia’. Mi alzo la gonna, mutande da parte. La sua lingua sulla fica bagnata, clit torreggiante. Succhia forte, dita dentro, mi fa gridare.

Il Sesso Intenso Prima della Partenza

‘ inculami’, ansimo. No, prima la bocca. Lo infilo tutto, gola piena, bavo che cola. Lui mi afferra i capelli, pompa. ‘Brava troia’. Mi eccita, lontana da tutto. Mi sdraio, gambe aperte. Entra piano, cazzo che spacca, riempie. ‘Più forte!’, urlo. Spinge, palle che sbattono sul culo. Sudore che cola, gusto di sale sulla pelle.

Mi gira, a pecorina. Dita sul buco del culo, lubrifica con saliva. ‘Sì, lì’. Spinge dentro, anale stretto che cede. Dolore dolce, poi piacere puro. ‘Ti rompo il culo’, grugnisce. Io gemo, ‘Fottimi, straniero’. Ritmo selvaggio, letto che cigola, aria di clina che sa di sesso.

Vengo, fica che squirta sul lenzuolo. Lui accelera, ‘Sto per sborrare’. Dentro, caldo fiotto nel culo. Esce, resto aperta, sborra che cola sulle cosce. Ci laviamo sotto la doccia, acqua bollente, corpi appiccicosi.

Mattina dopo, aeroporto. Voli ruggire fuori. Ricordi torride: il suo cazzo in bocca, il bruciore anale, urgenza del distacco. Nessun nome completo, nessun numero. Solo piacere anonimo. Salgo sull’aereo, sorriso segreto. Lontano da casa, tutto è permesso. Non lo rivedrò mai, perfetto così.

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