La Mia Escala Torrida all’Aeroporto di Parigi con Due Sorelle

Ero a Parigi per un viaggio d’affari, ventotto anni, italiana single e affamata di avventure. Libera da tutto, lontana da casa, Roma sembrava un ricordo lontano. L’eccitazione dell’ignoto mi pulsava nelle vene, nessuno mi giudicava qui. Fine del lavoro, check-in all’aeroporto Charles de Gaulle, lounge VIP. Aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sotto il vestitino leggero, odore di caffè forte e cuoio dei divani. Mi siedo al bar, ordino un prosecco. Ecco loro: due sorelle maghrebine, Samia e Radjia. Samia, sui venticinque, moretta con occhi marroni, corpo sodo e tette perfette che spingono la maglietta. Radjia, trentenne, capelli lunghi neri, fianchi sinuosi, sensualità che ti ipnotizza. Sorriso malizioso, mi guardano. ‘Sei italiana? Che bella’, dice Samia con accento parigino. Chiacchieriamo, drink dopo drink. La tensione sale, mani che sfiorano cosce sul cuoio appiccicoso. Radjia mi sussurra: ‘Mi fai bagnare solo guardandoti’. Il mio volo è tra ore, l’urgenza mi eccita da morire.

‘Venite da noi, abitiamo a due passi’, propone Samia. Non resisto. Taxi veloce, appartamento minuscolo vicino all’aeroporto. Porta chiusa, Radjia mi bacia avida, lingua calda e umida, sapore di menta e desiderio. Samia ci guarda, si toglie la gonna, string bianco inzuppato che le entra tra le labbra rasate. ‘Guardala, è fradicia per te’, ride Radjia. Mi metto in ginocchio, annuso l’odore forte di fica umida, poivré e salato. Le tiro via lo string, lo lecco, gusto i suoi succhi. ‘Oh sì, leccami, mangiami la figa’, geme Samia aprendo le cosce. La mia lingua scava nella sua fessura gonfia, clitoride duro che succhio. Lei si toglie la maglietta, si pinza i capezzoli rosa. Radjia si spoglia, nuisette via, fica rasata con labbra carnose pendenti, già colanti. Si siede sul divano, mano sul sesso, ci fissa. ‘Non mi fate aspettare’. Samia grida: ‘La sua lingua è divina, Radjia provala!’. Le sorelle si baciano, tette che sfregano, io passo a Radjia. Le apro le cosce, lingua dentro la sua fica larga, mouille abbondante che ingoio. ‘Dita nel culo, dai’, ansima. Infilo un dito nel suo ano stretto, lo apro piano, lei si contrae urlando.

L’Incontro Fortuito nel Lounge VIP

Mi alzo, Radjia mi spinge sul letto. ‘Ora tocca a te’. Mi leccano insieme, lingue su fica e culo, dita che mi fottono. ‘Sei così bagnata, italiana troia’, ride Samia. Prendo il loro strap-on dalla cassetto, grosso cazzo di gomma. Fotto Radjia da dietro mentre Samia mi lecca il clito. ‘Scopami forte!’, urla Radjia, fianchi che sbattono. Succhi zampillano, odore di sesso riempie la stanza, sudore misto a profumo orientale. Cambio, Samia a pecorina, le infilo due dita in culo mentre la scopo. Radjia sotto, lecca la sorella e me. ‘Voglio pisciare, mi eccita’, dice Radjia. Va in bagno, cosce aperte sul water. ‘Vieni, bevi’. Mi inginocchio, bocca sulla sua fica, getto caldo e salato mi inonda, lo ingoio gemente. Lecco via il resto, eccitata da morire. Torniamo sul letto, loro una sull’altra, fiche accostate. Le lecco alternate, lingue ovunque. Orgasmo multiplo: Samia squirta in faccia a Radjia, io vengo tremando sulle loro dita. Notte folle, strap-on nei culi, 69 infiniti, corpi appiccicati dal sudore.

Al mattino, fretta. Il mio volo parte. Baci umidi, ‘Torna, italiana’. Torno in lounge, corpo indolenzito, fica gonfia sotto i jeans. Aeroporto brulicante, motori rombano fuori. Ricordo i loro odori, i gemiti, l’anonimato totale. Nessun nome vero, solo piacere puro. Lontana da casa, libera. Sorrido sul sedile, mano tra le cosce, già eccitata dal prossimo viaggio.

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