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La Mia Avventura Bollente nel Lounge dell’Aeroporto di Roma

Ero in viaggio per le vacanze al mare in Sicilia, un volo con scalo a Fiumicino. Caldo afoso di fine estate, il sole italiano che brucia la pelle anche dentro l’aeroporto. Sudavo un po’, sentivo il sale sulle labbra. Mi dirigo al lounge VIP, grazie alla carta del lavoro. Pelle di cuoio dei divani che scricchiola sotto di me, aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sui capezzoli. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.

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Lì, in un angolo, un tipo australiano. Alto, muscoloso, tatuaggio di un coccodrillo sul braccio – Sobek, diceva. Occhi verdi, sorriso da predatore. Ci guardiamo. ‘Ciao, bella italiana’, mi fa con accento sexy. Parlo un po’ di inglese, rido. ‘Tu da dove vieni? Io da Roma, ma stasera a Catania’. Lui, in transito per Sydney. Parliamo di viaggi, di libertà lontani da casa. Sento l’eccitazione montare, l’urgenza del volo che parte tra due ore. Le sue mani sfiorano il mio ginocchio, io non mi tiro indietro. ‘Andiamo in un posto più privato?’, sussurra. Cuore che batte forte, fica che si bagna già.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

Ci infiliamo in una camera d’albergo dell’aeroporto, quelle per scali lunghi. Porta che sbatte, clim che ronza come un motore. Ci strappiamo i vestiti. Il suo cazzo è enorme, venoso, già duro come ferro. ‘Ti scopo forte, italiana’, ringhia. Io in ginocchio, lo prendo in bocca. Gusto salato della sua pelle, pre-eiaculato che cola sulla lingua. Succhio avida, le palle gli leccano, lui mi afferra i capelli. ‘Brava troia’, geme. Mi alzo, lo spingo sul letto. Monto sopra, la fica rasata che gli ingoia il cazzo tutto. ‘Ah sì, cazzo!’, urlo. Lo cavalco selvaggia, tette che rimbalzano, sudore che ci unisce. Lui mi sbatte i fianchi su, mi penetra profondo, colpisce il punto G. ‘Sto venendo!’, grido. Squirt, bagnato ovunque.

L’Acte Intenso e l’Addio Torride

Mi gira, a pecorina. Mi scopa il culo ora, lubrificato dalla mia eccitazione. ‘Prendilo tutto, puttana’, ansima. Dolore misto piacere, lo sento gonfio dentro. Mi schiaffeggia il culo, io gemo come una pazza. ‘Sborra dentro!’, lo imploro. Lui esplode, caldo sperma che mi riempie, cola fuori. Io vengo di nuovo, corpo che trema, odore di sesso che riempie la stanza. Bocche che si divorano, lingue intrecciate, sapore di sudore e sborra.

Ora, corro al gate. Il suo volo è partito, io riprendo il mio per Catania. Gambe molli, fica dolorante ma felice, reggiseno bagnato di sudore. Guardo il sedile dell’aereo, rumore dei motori che mi ricorda i suoi colpi. Nessun nome, nessun numero. Solo un ricordo torride, anonimato totale. Lontana da casa, libera di essere la troia che adoro. Chissà, un altro lounge, un’altra avventura.

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