La Mia Scopata Folle nel Lounge dell’Hotel al Mare
È settembre, fine estate in Puglia. Quel caldo appiccicoso che ti si attacca alla pelle, mescolato al sale del mare. Sono in vacanza da sola, lontana da tutto, libera. Nessun giudizio, solo voglia di vivere. L’hotel è chic, il lounge al tramonto profuma di limoni e cuoio dei divani. Mi siedo con un aperitivo, la clim che mi accarezza le gambe nude sotto il vestito leggero.
Lo vedo entrare: alto, capelli mossi, uno con la chitarra a tracolla. Straniero, forse francese, occhi verdi che bucano. Si ferma al bar, ordina una birra. I nostri sguardi si incrociano. Sorrido, lui ricambia. ‘È una chitarra?’ chiedo, con voce bassa. ‘Sì, ma non suono stasera,’ ride lui, sedendosi vicino. ‘Io adoro la musica. Tu?’ Parliamo, birra dopo birra. Il suo nome è Luca, no, Lucien. Viaggiatore, parte domani per il treno a Bari. L’urgenza mi eccita. Le sue mani grandi sul bicchiere, immagino su di me. La sua coscia sfiora la mia, casuale? No. Sento la fica bagnarsi, il cuore che batte.
L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale
‘Vieni su da me? Ho la suite con vista mare,’ gli sussurro all’orecchio, il fiato caldo sul suo collo. Esita un secondo, poi: ‘Andiamo.’ In ascensore, le mani già ovunque. Lo bacio, lingua dentro, gusto di birra e sale. La porta si chiude, aria cond gelida contro la pelle rovente. Lo spingo sul letto king size, gli strappo la camicia. Petto liscio, muscoli tesi. ‘Voglio il tuo cazzo,’ dico diretta, slacciandogli i jeans. Salta fuori, duro, venoso, grosso. Lo afferro, lo lecco dalla base alla cappella. Lui geme: ‘Cazzo, sei una troia italiana perfetta.’ Lo ingoio tutto, gola profonda, saliva che cola. Succhio forte, la lingua che gira sul buco, le palle in mano. Lui mi afferra i capelli: ‘Piano, o sborro subito.’
L’Esplosione di Piacere e il Ricordo Ardente
Mi alzo, mi levo il vestito. Niente reggiseno, tette sode che rimbalzano. Culotte fradicia, la butto. ‘Scopami ora.’ Lo cavalco, la fica rasata che lo divora. Scendo piano, sentendo ogni vena aprirmi. ‘Ahhh, sììì!’ urlo, unghie nella sua schiena. Lui mi stringe i fianchi, spinge su: ‘La tua fica è strettissima, bagnata da morire.’ Pompo veloce, tette che sbattono sul suo viso. Lecca i capezzoli, morde piano. Io giro, reverse cowgirl, il suo cazzo che mi riempie, clito sfregato. ‘Sto venendo!’ grido, contrazioni che lo strizzano. Lui non resiste: ‘Prendila tutta!’ Sborra dentro, caldo, zampilli che colano fuori. Crollo su di lui, sudore misto al suo sperma, odore di sesso puro.
Dopo, doccia veloce, corpi appiccicosi. ‘Devo prendere il treno,’ dice lui, vestendosi. Un bacio ultimo, selvaggio. Lo guardo andar via dal balcone, silhouette nel buio. Io riprendo il mio volo domani, l’anonimato totale. Sul aereo, seduta con le gambe ancora tremanti, rivivo tutto: il sapore del suo cazzo in bocca, la fica piena del suo schizzo, quella libertà da puttana in vacanza. Nessun nome completo, nessun rimpianto. Solo voglia di un’altra avventura.