La Mia Notte di Fuoco con uno Sconosciuto al Mare

Ero in vacanza sulla Costiera Amalfitana, sole cocente sulla pelle, sale che pizzica sulle labbra dopo un bagno. Hotel di lusso, lobby con divani in pelle fresca sotto la clim gelida. Mi sentivo libera, lontana da casa, da occhi giudicanti. Bevevo un prosecco, gonna leggera che saliva sulle cosce.

Vedo lui: Marco, cameriere giovane, muscoli tesi sotto la camicia bianca, occhi neri come il mare notturno. Mi sorride, serve un drink. ‘Bella serata, signora?’ dice con accento del sud, voce bassa. Io arrossisco, ma lo guardo dritto. ‘Chiamami Sofia. E tu, Marco, sembri uno che sa divertirsi.’ Le sue mani sfiorano le mie passando il bicchiere, elettricità. Parliamo, flirt. Rumore delle onde lontane, musica jazz soft. Sento l’urgenza: domani prendo l’aereo per Milano. Stanotte tutto è permesso.

L’Incontro Casuale nel Lounge dell’Hotel

‘Vieni su con me,’ gli sussurro all’orecchio, mordicchiandogli il lobo. Sale in ascensore, mani già sul mio culo. Camera buia, lenzuola fresche di lavanda, finestra aperta sul mare che brucia.

Lo spingo sul letto, gli slaccio la camicia. Petto villoso, sudato. Bacio il suo collo salato, scendo. ‘Cazzo, Sofia, sei una bomba,’ geme. Gli abbasso i pantaloni: cazzo enorme, duro come ferro, vene gonfie. Lo prendo in bocca, succhio forte, lingua che gira sul glande. Gusta di mare e uomo. Lui mi afferra i capelli, ‘Sì, troia, succhialo tutto.’ Mi eccito da morire, fica che cola, mutandine bagnate.

Mi stendo, apro le gambe. ‘Scopami, Marco, forte.’ Lui si mette il preservativo, odore di gomma. Mi penetra di colpo, cazzo che mi spacca, doloroso e delizioso. Grido, unghie nella sua schiena. ‘Che fica stretta, bagnata fradicia!’ ansima, pompa duro, palle che sbattono sul mio culo. Io mi cambrò, tette che ballano, capezzoli duri. Sento il suo sudore gocciolarmi addosso, sapore salato sulla lingua. Mi lecca il clitoride mentre mi fotte, dita ruvide sul mio ano.

L’Esplosione di Passione nella Camera

‘Girati, a pecora,’ ordina. Obbedisco, culo in aria, fossette umide. Mi infila due dita nella fica, poi il cazzo tutto dentro. ‘Ahhh, sììì!’ urlo, pareti che pulsano. Lui mi scopa selvaggio, schiaffi sul culo, ‘Prendilo tutto, puttana in calore.’ Io vengo, spasmi violenti, squirt che bagna le lenzuola. Lui accelera, ‘Sto venendo!’ e si svuota nel lattice, gemendo come un animale.

Cadiamo esausti, corpi appiccicosi, clim che ronza. ‘È stato pazzesco,’ sussurra, baciandomi. Rido, ‘Domani parto, resta un segreto.’

Ora sono in aereo, motori che ronzano, sole italiano che cala. Pelle ancora profuma di lui, fica indolenzita. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Chissà se lo rivedrò. Intanto, sorrido, mano tra le cosce sotto la coperta.

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