L’Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto
Era l’estate scorsa, agosto rovente. Tornavo da un viaggio d’affari a Milano, scalo a Fiumicino per il volo verso Palermo, vacanze al mare in Sicilia. Sudavo già solo a pensarci, il sole filtrava dalle vetrate enormi del terminal, aria pesante di salsedine e carburante. Entro nel lounge VIP, grazie alla carta aziendale. Sedili in cuoio nero, appiccicosi per l’umidità, climatizzatore che mi gela la pelle, brividi sui capezzoli sotto la camicetta leggera.
Mi siedo con un prosecco fresco, gambe accavallate, gonna che sale un po’. Lo vedo lì, dall’altra parte: alto, abbronzato, camicia bianca aperta sul petto villoso, occhi azzurri da straniero. Americano? Tedesco? Ordina un whisky, mi guarda. Sorrido. Lui si alza, viene. ‘Ciao, posso? Sono in transito per New York, volo ritardato.’ Voce profonda, accento sexy. ‘Io per Palermo. Chiamami Sofia.’ Ci presentiamo: lui è Alex, 38 anni, businessman da Chicago, in Italia per affari.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Parliamo. Vino, risate. Il cuoio dei sedili scricchiola sotto di noi, il suo ginocchio sfiora il mio. Calore sale, sento l’eccitazione tra le cosce. ‘Sei bellissima, Sofia. Quella pelle olivastra… italiana vera.’ Mi tocca la mano, pollice che accarezza. Io arrossisco, ma non mi tiro indietro. Lontano da casa, nessuno mi conosce. Urgenza del volo imminente mi eccita di più. ‘Andiamo da qualche parte?’ sussurra. Annuisco, cuore in gola.
Usciti dal lounge, ci infiliamo in un hotel transit dell’aeroporto, stanza anonima al piano terra. Porta che sbatte, ci baciamo famelici. Lingue che si intrecciano, sapore di whisky e menta. Mani sue sotto la gonna, palpano il mio culo sodo. ‘Cazzo, che fica stretta.’ Lo spingo sul letto, king size con lenzuola fresche di bucato, aria condizionata che ronza bassa. Gli slaccio la camicia, lecco i pettorali salati di sudore, sapore di mare e uomo.
Mi strappa la camicetta, reggiseno vola via. Tette mie, sode e piene, capezzoli duri come sassi. Li succhia forte, morde, io gemo: ‘Sì, più forte, bastardo.’ Mi sdraio, lui giù le mutandine. Fica rasata, bagnata fradicia. ‘Guardala, tutta per te.’ Infila due dita, pompa veloce, pollice sul clitoride gonfio. Urlo piano, pareti sottili. Poi la lingua: larga, calda, lecca avida la mia passera, succhia il succo dolce-salato. ‘Dio, che fica buona, italiana.’ Io gli afferro i capelli, spingo la testa giù: ‘Leccami bene, fammi venire.’ Viene l’orgasmo, tremo tutta, squirto un po’ in bocca sua.
Il Sesso Intenso nella Camera d’Hotel
Mi alzo, lo spoglio. Cazzo enorme, venoso, cappella viola lucida. Lo prendo in mano, masturbo lento, poi in bocca. Succhio profondo, gola piena, saliva che cola. ‘Cazzo, Sofia, sei una troia perfetta.’ Si sdraia, io monto sopra. Fica che ingoia il suo pisello duro, fino in fondo. Cavalcata selvaggia, tette che rimbalzano, schiaffi sul culo. ‘Scopami più forte!’ Lui mi gira, a pecorina, mi sbatte come un animale. Palle che sbattono sul mio clito, sudore che cola, odore di sesso puro. ‘Ti riempio, troia.’ Viene dentro con un ruggito, io dopo, figa che pulsa intorno al suo cazzo molle.
Rimaniamo ansimanti, abbracciati. Dieci minuti, non di più. Doccia veloce, fredda, che lava via il peccato. ‘Torna a Chicago, ma ricordami.’ Bacio ultimo, salato di lacrime di piacere.
Ora sul volo per Palermo, finestrino vibrante per i motori, nubi rosa al tramonto. Fisso il sedile, figa ancora sensibile, mutande umide. Nessuno sa, anonimato totale. Lontano da Roma, da casa, quel lounge è un segreto bollente. Prossimo scalo? Chissà chi incontro.