La Mia Escapade Selvaggia nel Lounge di Parigi

Ero a Parigi per un viaggio d’affari, fine ’99. Sole cocente italiano ancora sulla pelle, salato dal sudore, ma qui l’aria condizionata dell’hotel mi gela le ossa. Entro nel lounge VIP, poltrone di cuoio nero che scricchiolano sotto il mio culo, odore di whiskey e fumo stantio. Ordino un Martini, gambe accavallate, minigonna che sale un po’. Lui è lì, francese, alto, camicia aperta sul petto villoso. Occhi che mi squadrano, sorriso malizioso.

“Bella italiana?”, mi fa, sedendosi vicino. Voce profonda, accento che mi fa fremere. Parlo del mio volo da Milano, lui di affari qui. Beviamo, ridiamo. Le sue mani sfiorano il mio ginocchio, casuale? No, intenzionale. Sento la fica pizzicare, lontana da casa, nessuno mi giudica. “Andiamo di sopra?”, sussurra. Esito, beh… sì. L’ascensore puzza di profumo caro, le sue dita già sotto la gonna, sul bordo delle calze.

L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale

In camera, luce fioca, ronzio della clim. Mi spinge contro il muro, bacia il collo, sapore di sale e gin. “Spogliati”, ordina. Tiro giù la zip, tette libere, capezzoli duri. Lui slaccia i pantaloni, cazzo grosso, venoso, già duro come ferro. Lo prendo in mano, caldo, pulsante. “Mmm, italiana troia”, ride. Mi inginocchio, lo lecco dalla base alla cappella, saliva che cola. Lo ingoio tutto, gola piena, lui geme afferrandomi i capelli.

L’Esplosione di Piacere e l’Addio Frettoloso

Mi butta sul letto, lenzuola fredde contro la pelle bollente. Allargo le cosce, fica rasata fresca dall’estetista, bagnata fradicia. “Scopami”, lo imploro. Infila due dita, gira, mi fa urlare. Poi il cazzo, entra di colpo, mi spacca in due. Forte, ritmico, palle che sbattono sul culo. “Più forte!”, grido. Mi gira a pecorina, mano sul clito, mi piscia il buco con pollice bagnato. Orgasmio violento, squirto sul letto, lui continua a pompare. “Prendo la tua figa!”, ruggisce, spara dentro, sperma caldo che cola dalle labbra gonfie.

Sudati, ansimanti, odore di sesso nell’aria. “Devo partire domani”, dico, ridendo. Si riveste, bacio veloce. “Anonimi per sempre”, sussurra. Esco dall’hotel, gambe molli, fica dolorante ma felice. In aereo, sedile di pelle che mi ricorda il lounge, rivivo ogni spinta, il sapore del suo cazzo in bocca. Lontano da casa, tutto permesso. Nessuno saprà mai.

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