Atmosfera intima da boudoir

La Mia Scopata Bollente con uno Sconosciuto nel Lounge dell’Hotel sul Mare

Ero in vacanza in Puglia, quel sole italiano che ti brucia la pelle, il mare salato che ti resta in bocca. Arrivo all’hotel sul lungomare di Polignano, stanca dal viaggio in treno da Roma. Fa un caldo pazzesco, sudata, decido di rifugiarmi nel lounge VIP. Sedili in pelle fresca contro la mia gonna leggera, aria condizionata che mi fa venire i brividi. Ordino un prosecco ghiacciato, il bicchiere appanna subito.

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Lo vedo lì, solo, un francese tipo, sui 40, camicia aperta sul petto abbronzato. Mi sorride, occhi maliziose. ‘Bella serata, no?’ dice con accento sexy. Io annuisco, ‘Sì, ma questo caldo…’. Ci mettiamo a chiacchierare, lui Philippe, in vacanza d’affari. Flirt innocente, ma sento la tensione salire. Le sue mani sfiorano il mio braccio, io rido, inclino la testa. ‘Sei italiana, vero? Si vede dal tuo fuoco.’ Io: ‘E tu sembri uno che sa spegnerlo… o accenderlo.’ Il suo ginocchio tocca il mio sotto il tavolo, cuoio che scricchiola. Cuore batte forte, lontano da casa, nessuno mi giudica.

L’Incontro Fortuito nel Lounge sul Mare

Dopo due drink, ‘Andiamo di sopra? La mia camera ha vista mare,’ sussurra. Esito un secondo, ma l’urgenza del suo sguardo… sì. Saliamo, ascensore stretto, odore di colonia e sudore. Entro nella sua suite, clim gelida, lenzuola bianche. Mi bacia subito, bocca calda, lingua che invade. Mani sul mio culo, mi stringe. ‘Cazzo, sei bona,’ geme. Io gli slaccio la camicia, assaporo il sale sulla sua pelle. Il suo cazzo già duro contro di me, lo sento pulsare.

Lo spingo sul letto, gli abbasso i pantaloni. ‘Fammi vedere,’ dico. La sua verga spessa, venosa, cappella gonfia. La prendo in mano, branlo piano, poi la infilo in bocca. Suce forte, lui ansima: ‘Porca puttana, che bocca calda.’ Gola profonda, saliva che cola, gusto muschiato. Mi alzo, mi levo la gonna, mutande bagnate. ‘Leccami,’ ordino. Si butta tra le mie cosce, lingua sul clito, dita dentro la fica fradicia. ‘Sei inzuppata, troia italiana.’ Io gemo, ‘Sì, mangiami la figa.’ Vengo tremando, succhi che gli bagna la faccia.

La Passione Esplosiva nella Camera

‘Scopami ora,’ dico. Si mette sopra, cazzo che spinge piano, poi un colpo secco. ‘Ahhh, è grossa!’ Urlo. Mi riempie tutta, palle che sbattono sul mio culo. Pompa forte, sudore che cola, letto che cigola. Io: ‘Più forte, fammi male!’ Lui: ‘La tua fica è stretta, ti sfondo.’ Cambio posizione, a pecora, mi afferra i fianchi, mi martella. Sento il suo pollice sul culo, lo infila un po’. ‘Ti piace il culo?’ ‘Sì, ma dopo.’ Gemo, vengo di nuovo, pareti che si stringono sul suo cazzo.

Lui accelera, ‘Sto per venire.’ ‘Dentro, riempimi!’ Grida, spara getti caldi nella mia figa. Trema, crolla su di me. Odore di sesso, sperma che cola tra le cosce. Rimaniamo lì, ansimanti, risate nervose. ‘È stato pazzesco,’ dice. Io: ‘Sì, ma domani parti?’

La mattina dopo, riprendo il treno per Roma. Finestra sul mare, sole che cala. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore del suo sperma, la fica ancora indolenzita. Anonymat totale, numeri di telefono? No. Solo quel fuoco lontano da casa, libertà pura. Chissà se lo rivedrò mai. Ma quel brivido… mi bagna ancora.

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