La Mia Avventura Lesbica nel Lounge del Treno per il Mare
Ero in quel Frecciarossa da Roma verso la Puglia, vacanze al mare, sola. Caldo afoso fuori, il sole italiano che brucia sui vetri. Dentro, il lounge VIP fresco di clim, sedili in pelle che si appiccicano alla pelle sudata. Indossavo un vestitino nero attillato, midi, senza reggiseno. Sotto? Niente, panty tolto in bagno poco prima. Mi sentivo libera, lontana da casa, nessuno a giudicarmi.
Verso le 19, entra lei. Bionda, trentenne, snella, 1.60, tette piccole ma sode sotto una robe rouge aderente sopra il ginocchio. Capelli lunghi, occhi azzurri stretti, labbra carnose con rossetto vivo. Si siede di fronte, gambe accavallate. La guardo, lei ricambia. Sorso di prosecco, il rumore delle rotaie vibra sotto di noi, eccitante.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
‘Buonasera,’ dico piano, sorridendo. ‘Viaggio lungo?’ Lei arrossisce un po’, ‘Sì, per Bari. Tu?’ Parliamo, flirt leggero. Io allargo le gambe piano, la gonna sale, le mie cosce abbronzate esposte, la fica rasata con un cuoricino di peli in alto. Lei fissa, si morde il labbro. ‘Fa caldo qui, eh?’ sussurro. Lei annuisce, le sue gambe si aprono appena, vedo il perizoma rosso incastrato tra le labbra gonfie.
Il cuore batte forte, l’odore di pelle e sudore misto al suo profumo dolce. Mi alzo, mi siedo accanto. ‘Vieni spesso in treno?’ Le mie dita sfiorano la sua coscia. Lei trema, ‘Prima volta così… eccitante.’ La bacio, labbra morbide, salate di sudore. Lingue che danzano, mani che esplorano.
Ci spostiamo nel compartimento semi-vuoto, porta socchiusa, rischio alto. Urgenza del treno che corre, arrivo tra un’ora. Lei mi spinge sul sedile di pelle, freddo contro la schiena calda. Mi tira su la gonna, ‘Sei bagnata fradicia.’ Le sue dita aprono le mie labbra, entrano piano, due, poi tre. ‘Cazzo, che fica stretta e calda.’ Gemo, vibrazioni del treno amplificano tutto.
L’Esplosione di Passione nel Compartimento
Le strappo la robe, tette piccole con capezzoli duri. Li succhio forte, mordicchio, lei ansima. Sotto, le infilo la mano, perizoma via, figa rasata liscia, clitoride gonfio. La lecco avida, sapore di vaniglia e sale, lingua dentro, succhio il succo che cola. ‘Oh sì, leccami la figa, troia,’ geme lei, afferrandomi i capelli.
Mi sdraio, lei sopra, 69 perfetto. La sua lingua sul mio culo, dita che spingono nel buco stretto, mentre lecca il clito. Io divoro la sua fica, naso nel solco, assaporo il suo odore muschiato. ‘Voglio farti squirtare,’ dico, dita curve sul suo G-spot. Lei trema, ‘Sto venendo… cazzo!’ Squirt caldo in bocca, bevo tutto.
Mi giro, tribbing selvaggio, fiche che sfregano, cliti che pulsano. Pelle sudata, gusto di sale ovunque, clim che ci gela i capezzoli. ‘Scopami con le dita,’ imploro. Lei infila quattro, pompa duro, io urlo piano, orgasmo che mi spacca, pareti che si stringono.
Sudate, ansimanti, ci rivestiamo veloci. Il treno rallenta, annuncio arrivo. ‘Non dirò niente,’ sussurra lei, bacio ultimo. Scendiamo separate, io verso il mare, lei chissà. Anonimato totale, solo il ricordo della sua fica in bocca, il sapore che resta. Libertà del viaggio, nessuno sa. Torno a casa con il fuoco dentro.