La Mia Follia Erotica nel Lounge dell’Aeroporto di Parigi
Ero a Parigi per un viaggio d’affari, stanca morta dopo giorni di riunioni. L’aeroporto Charles de Gaulle, quel lounge VIP con l’aria condizionata che ti gela la pelle. Seduta al bar, bicchiere di prosecco in mano, sudore salato ancora sulla nuca dal caldo italiano che mi ero portata dietro. Lui entra, alto, occhi scuri, camicia aperta sul petto abbronzato. Straniero, forse americano, valigia in mano. Mi guarda, sorrido. ‘Posso?’ dice, sedendosi vicino. Voce profonda, accento sexy.
Parliamo. Viaggio di lavoro anche lui, volo fra un’ora. La libertà di essere lontana da casa mi eccita già. Nessuno mi conosce qui. Le sue mani sfiorano il mio ginocchio mentre ride a una battuta. Caldo sale, il cuoio del divano appiccicoso sotto le cosce. ‘Sei italiana?’ mi chiede, occhi che scendono sul mio décolleté. Annuisco, mordo il labbro. Tensione palpabile, il rumore dei motori lontani, clacson ovattati. Mi sposto, la mia gonna sale un po’, lui nota. ‘Bellissima,’ sussurra. Cuore che batte forte, figa che si bagna piano.
L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale
Non resisto. ‘Andiamo da qualche parte?’ gli dico, diretta. Annuisce, occhi famelici. Usciamo dal lounge, aria umida dell’aeroporto, odore di caffè e profumi misti. C’è un hotel capsule lì vicino, per scali rapidi. Prenotiamo una stanza minuscola, porta che si chiude con un clic. Libera, anonima, solo noi due per un’ora. Le sue labbra sulle mie, sapore di whiskey e menta. Mani ovunque, mi strappa la blusa, capezzoli duri contro il suo petto.
Lo spingo sul letto stretto, gli slaccio i pantaloni. Cazzo enorme, venoso, già duro come pietra. ‘Cazzo, quanto è grosso,’ gemo. Lo prendo in bocca, saliva che cola, lo lecco dalla base alla cappella gonfia. Lui geme, ‘Succhialo, troia italiana.’ Urgenza del volo ci brucia. Mi alzo, mi sfilo le mutande bagnate, figa rasata che luccica. Lo cavalco, cazzo che entra tutto, mi riempie fino in fondo. ‘Ah sì, scopami forte!’ urlo. Spinge su, palle che sbattono sul mio culo, sudore che cola tra i seni.
La Scopata Intensa e Senza Freni
Mi gira, a pecorina contro il muro freddo. Clim della stanza che ronza, pelle d’oca. Mi incula piano prima, poi forte, ‘Prendilo nel culo, puttana.’ Dolore e piacere misti, lo stringo, vengo urlando, succhi che inondano. Lui pompa, ‘Sto venendo!’ Sperma caldo che mi riempie il culo, cola giù sulle cosce. Ci lecciamo, io il suo cazzo sporco, lui la mia figa gonfia. Odore di sesso, sale sulla pelle, gemiti che echeggiano.
Dieci minuti dopo, rivestiti di fretta. Baci veloci, ‘Torna in Italia con il mio sapore dentro,’ ride. Esco, gambe molli, aria dell’aeroporto che mi colpisce. Al gate, seduta, volo che decolla. Ricordo il suo cazzo in bocca, il bruciore nel culo, figa ancora umida sotto la gonna. Nessuno sa, anonimo totale. Sorriso segreto, mano tra le cosce discreta. Che libertà, lontano da casa. Non vedo l’ora del prossimo viaggio.